Tutto quello che devi sapere sulla privacy nelle scuole


Facciamo un po' d'ordine analizzando insieme tutte le normative presenti, anche le più recenti. Focalizziamoci su ciò che gli studenti possono pretendere come rispetto della propria privacy e cosa invece no

Tempo di lettura: 15 minuti



Il concetto di ''privacy'' può essere metaforicamente rappresentato da un campo minato.

Infatti esistono all'interno di tale ambito una serie di pareri, tra loro tutti contraddittori, che non fanno altro che rendere ancor più confusionaria la materia.

Se al concetto di tutela della privacy poi si collegano gli istituti scolastici allora il caos è al massimo livello di saturazione.

Proviamo allora a fare un po' d'ordine elencando tutte le normative presenti in questo ambito, anche le più recenti, e focalizziamoci su ciò che gli studenti possono pretendere come rispetto della propria privacy e cosa invece può non esserlo. 

Regolamento privacy scuola

Regolamento privacy scuola

Il Decreto Legislativo n. 196/2003 tratta della privacy all'interno degli istituti scolastici solamente nel Libro Secondo, all'art. 96. Il Codice della Privacy stabilisce la normativa da tenere in considerazione in relazione al trattamento dei dati di ogni singolo studente.

Nello specifico gli istituti di istruzione secondaria potranno pubblicare oppure diffondere, per via telematica, ma anche verso terzi, i dati degli studenti col solo fine di agevolare non solo l'orientamento, ma anche la formazione professionale, così come l'inserimento all'interno del mondo del lavoro.

La diffusione e la pubblicazione può riguardare sia i dati personali che gli esiti relativi a particolari esami o progetti svolti nell'ambito scolastico. Il comma 2 del predetto articolo, inoltre afferma che rimane sempre vigente la disposizione relativa alla tutela della riservatezza dello studente emanata con DPR n. 249/1998. 

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998

L'importanza del diritto alla riservatezza posseduta da ogni studente è sancita chiaramente dal DPR n. 249/1998, con il quale il Presidente della Repubblica ha voluto sancire l'importanza di questo diritto.

All'articolo secondo del predetto decreto presidenziale, infatti, nel quale vengono elencati tutti i diritti posseduti dallo studente, la tutela alla privacy prende spazio già al secondo comma.

Questo a sancire ancora una volta l'importanza posseduta dal diritto alla privatezza non solo nella società civile odierna, ma anche all'interno di luoghi pubblici e privati che possono risultare ''delicati'' sotto questo aspetto.

E' inoltre da notare come il DPR n. 249/1998 faccia anche da pioniere a quello che sarà il Codice della Privacy, in quanto la garanzia della tutela di questo diritto nasce prima in ambito scolastico e solo in seguito si ripercuote su tutta la società moderna. 

Garante della Privacy per la scuola

Nel 2016, per semplificare il concetto di privacy agli studenti titolari del diritto e per rispondere alle domande da loro stessi poste, il Garante della Privacy ha pubblicato una sorta di guida, intitolata ''La scuola a prova di privacy'', nella quale si affrontano tutte le tematiche principali inerenti questa materia.

L'iniziativa portata avanti dal Garante della Privacy è rivolta non solo ad estendere la conoscenza dei propri diritti in questo ambito a tutti gli studenti, ma anche a facilitare ad insegnanti e tutori la convivenza nel mondo della protezione dei dati personali e scolastici.

Questa guida inoltre presenta una serie di casi realmente capitati sotto la lente di ingrandimento del Garante, in modo tale che studenti e professori possano confrontare differenze e similitudini accaduti nella fattispecie per poter trarre delle conclusioni proprie.

Il Garante della Privacy ha inoltre dovuto ricorrere agli straordinari da quando il mondo ''scuola'' si è aperto alle nuove tecnologie e ai social, dovendo limitare l'uso di tali innovazioni per ripristinare la completa tutela del diritto alla riservatezza.

LEGGI ANCHE: Regolamento privacy scuola: il decalogo del Garante

La tutela della privacy per il futuro arriva direttamente dall'Europa

Il Ministero della Pubblica Istruzione è in fase di elaborazione della nuova disciplina relativa alla tutela dei dati personali. Tale elaborazione è stata imposta con il Regolamento UE 2016/679 direttamente dall'Unione Europea e dovrebbe risultare definitivamente effettiva a partire dal 25 maggio 2018.

L'Unione Europea ha infatti richiesto una maggiore riservatezza non solo in relazione ai soli dati sensibili dello studente, ma anche una tutela completa anche su quei dati relativi che possono riguardare lo stato familiare, la situazione socio-economica, le analisi mediche e lo stato di disabilità.

La tutela offerta dall'istituto scolastico deve riguardare quindi la pubblicazione, e dunque la diffusione, di immagini o video che violano il diritto alla privacy sul proprio sito internet, ma anche le comunicazioni inopportune sull'andamento scolastico o su altri dati relativi ad un minore

Tutela della privacy all'interno delle scuole pubbliche

Tutela della privacy all'interno delle scuole pubbliche

La scuola pubblica non necessita di alcun consenso, nè da parte dello studente nè di quello della propria famiglia, in relazione al trattamento dei dati personali ad essi riferiti.

L'unico obbligo che detiene l'istituto scolastico pubblico è quello di informare gli studenti e le famiglie su quali dati vengono utilizzati e il fine del trattamento degli stessi.

Naturalmente la tutela riguarda comunque una limitazione al trattamento dei dati degli studenti.

Infatti la pubblicazione, la diffusione e la comunicazione dei dati sensibili e di quelli inerenti all'andamento scolastico possono avvenire solamente per scopi istituzionali e per ulteriori fini stabiliti rigorosamente dalla normativa vigente in questo specifico ambito.

Alcuni dati sensibili, ma anche eventuali dati giudiziari per tutti gli studenti in stato di detenzione o in stato di protezione, dovranno essere trattati con cautela.

Per quanto riguarda i dati sensibili diversi da quelli anagrafici, è necessario conoscere determinate limitazioni relative al loro trattamento, differenti a seconda del tema.

  • Religione: l'utilizzo dei dati relativi alla religione praticata possono essere trattati dall'istituto scolastico solamente per esonerare lo studente dalla frequenza dell'ora di religione, nonché per tutelare la libertà di culto.
  • Etnia: in questo ambito il Ministero della Pubblica Istruzione ammette il trattamento dei dati sensibili dello studente al solo fine di favorire l'integrazione degli studenti stranieri all'interno dell'istituto scolastico.
  • Stato di salute: anche ciò che riguarda lo stato di salute di uno studente rientra nel concetto di riservatezza dei dati. L'istituto scolastico potrà trattare queste informazioni al solo scopo di tutela degli altri studenti nel caso in cui vi siano patologie contagiose o per giustificare le assenze dello studente o per ovviare alla necessità di un sostegno nei confronti dello stesso.
  • Credo politico: politica e attività scolastica sono due concetti completamente separati. Dunque il credo politico di ciascun studente rimane riservato. Tuttavia l'utilizzo di alcune informazioni riguardanti le convinzioni politiche potranno essere utilizzati solamente per la composizione e la formazioni delle associazioni studentesche o di altri organi di rappresentanza, la cui attività è svolta all'interno dell'istituto.
  • Dati giudiziari: infine è consentito l'utilizzo e il trattamento dei dati sensibili di tutti gli studenti che si trovano in regime di protezione e di detenzione, al solo fine di fornire agli stessi la possibilità di studiare all'interno dell'istituto scolastico.
  • Contenziosi tra studente e scuola: i dati relativi al contenzioso nato tra uno o più studenti e l'istituto scolastico seguono il medesimo iter dei restanti dati, godendo quindi di una eguale tutela. Tra i casi di contenzioso di questo genere rientrano anche i ricorsi o i reclami.

Ogni singolo caso dovrà dunque essere analizzato, anche se il trattamento dei dati, nonostante non si richieda alcun consenso da parte del soggetto titolare del diritto, è consentito dalla normativa italiana solamente per fini istituzionali, scolastici e lavorativi. 

Privacy all'interno delle scuole private

Tra le scuole pubbliche e quelle private vi è un'unica sostanziale differenza. Infatti presso gli istituti scolastici privati è obbligatorio richiedere il consenso dei trattamenti dei dati e delle informazioni personali.

Tale richiesta deve essere effettuata al titolare del diritto, se ha già compiuto la maggiore età, o alla famiglia dello stesso, nel caso in cui lo studente sia ancora minorenne.

La richiesta per ottenere il consenso al trattamento dei dati deve essere sempre accompagnata da una precisa informativa che consenta allo studente o a coloro i quali ne fanno le veci di conoscere la materia ed i propri diritti.

Una volta ottenuto il consenso, l'istituto scolastico potrà provvedere al trattamento dei dati personali dello studente entro i limiti stabiliti nelle autorizzazioni generali dal Garante della Privacy, illustrate per le scuole pubbliche.

Rimangono quindi imprescindibili i fini dell'utilizzo e le modalità con le quali la scuola potrà procedere al trattamento delle informazioni personali relative ad ogni singolo studente.

Godono di una maggiore riservatezza, così come accade per le scuole pubbliche, i dati che fanno riferimento a situazioni personali e giuridiche particolari.

LEGGI ANCHE: Privacy e studi legali: la gestisci correttamente?

Privacy scuola: i temi in classe

L'assegnazione dei temi da svolgere in classe quale compito il cui esito sia valevole o meno ai fini dell'andamento scolastico degli studenti è, in linea generale, libero.

In realtà la situazione è però più complicata.

Infatti il Garante della Privacy stabilisce la possibilità di assegnare temi che possano riguardare la sfera personale di un alunno, ma allo stesso tempo l'insegnante dovrà essere in grado di bilanciare le esigenze didattiche con la tutela al diritto della riservatezza posseduta da ciascun studente.

Tale bilanciamento richiesto a maestri e professori è richiesto specialmente dal Garante stesso specialmente nei casi piuttosto delicati.

Privacy scuola: gli esiti e gli esami di Stato

Privacy scuola: gli esiti e gli esami di Stato

Non esiste, invece, alcun limite per quanto riguarda la pubblicazione dei voti, degli esiti di esami, dei risultati scolastici, degli scrutini e degli esiti relativi agli esami di Stato.

Infatti si ritiene che che tutte le informazioni relative a questi eventi siano pubbliche e che quindi possano essere trasmesse liberamente dagli organi addetti dell'istituto scolastico e dai maestri o professori stessi.

Questa regola nasce dall'obbligo di trasparenza imposto a tutti gli istituti scolastici, oltre a quello di garanzia per ciascun studente. Gli esiti, gli scrutini e i voti potranno dunque essere pubblicati in un apposito albo previsto dall'istituto stesso. 

La pubblicazione di foto e video che immortalano lo studente: privacy o no?

Gli apparecchi che consentono la registrazione di video o di audio o che effettuano fotografie in ambito scolastico sono consentiti, per professori e studenti, solamente se rientrano nei fini personali o didattici.

Ad esempio uno studente potrà registrare la spiegazione offerta dal professore per migliorare il proprio apprendimento sulla materia, ma non potrà pubblicare o diffondere tale registrazione, sia essa audio o video, senza il consenso del professore stesso.

Con l'aumento dell'utilizzo degli smartphone anche nei luoghi scolastici, anche se non sempre permessi, ha coinvolto una serie di possibilità che minano la tutela del diritto alla privacy e alla riservatezza.

Infatti studenti e professori potrebbero facilmente essere registrati a loro insaputa, e il video o audio realizzato potrebbe persino essere pubblicato sui social.

Tale comportamento viola la privacy dei soggetti ritratti e può quindi essere soggetto ad una sanzione penale.

LEGGI ANCHE: Protezione dati e avvocati: come difendere il segreto professionale

La videosorveglianza all'interno dell'istituto scolastico

La scuola può decidere di installare un impianto di videosorveglianza all'interno della scuola. Il Garante della Privacy ha però limitato l'uso di questo particolare impianto.

Esso potrà infatti essere messo in funzione solamente durante gli orari di chiusura dell'istituto e non dovrà mai ritrarre alcun studente, garantendo così il loro diritto alla privacy.

Inoltre, l'istituto scolastico dovrà provvedere a segnalare accuratamente la presenza di tale impianto, e, in ogni caso, le immagini e i video ottenute in questa modalità potranno essere conservate per un periodo massimo di ventiquattro ore.

Clicca su Mi piace!


Categoria

Privacy

ARTICOLI CONSIGLIATI


Scopri nel video come gestire al meglio il tuo studio legale

La registrazione è stata effettuata, a breve verrà verificata dallo staff.

Riceverai l'email di accesso da cui potrai scaricare LEGALDESK.

Ora verrai rediretto alla home page.