Regime fiscale degli avvocati: parola d'ordine PIANIFICAZIONE


Che le tasse in Italia siano alte è un dato di fatto. Lo confermano le statistiche ma soprattutto il comune sentire degli imprenditori e dei professionisti

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Che le tasse in Italia siano alte è un dato di fatto, si sa.

Lo confermano le statistiche (vedi lo studio della CGIA Mestre), ma soprattutto il comune sentire degli imprenditori e dei professionisti.

Questi in particolare percepiscono una tassazione particolarmente alta, in quanto, offrendo loro servizi prettamente di natura intellettuale, i costi sostenuti e quindi deducibili sono relativamente bassi.

Tuttavia, dato il peculiare regime fiscale di cui gode la categoria dei liberi professionisti, è possibile, anzi necessario, pianificare con attenzione l’esborso finanziario che ti aspetta ad ogni scadenza fiscale.

Ma andiamo con ordine.

regime fiscale avvocati

Il regime fiscale dei liberi professionisti - il regime di cassa

Il Testo Unico Imposte Redditi (TUIR) disciplina il regime fiscale dei liberi professionisti agli art. 53 e 54 che prevedono, sostanzialmente, che

“il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione”.

Quindi il libero professionista tassa i ricavi (o meglio, compensi) e deduce i costi in base alla data di incasso e pagamento e non, contrariamente alla regola generale, in base al periodo di maturazione degli stessi.

A ben vedere, tale modalità di tassazione del reddito costituisce un gran vantaggio, in quanto permette di pagare le imposte solo sui compensi effettivamente incassati, “neutralizzando” di fatto quelli maturati ma non ancora realizzati.

Ad esempio, se hai assistito un cliente nel corso del 2016 ad una pratica che si è conclusa nel 2017 e per la quale, d’accordo con il cliente, hai incassato il relativo compenso solo nel 2018, solo e soltanto nel 2018 questo compenso sarà rilevante ai fini delle imposte sui redditi.

Allo stesso modo se, invece, hai incassato nel 2016 un acconto per l’espletamento del tuo incarico, questo sarà fiscalmente rilevante anche se la pratica non si è conclusa.

Lo stesso meccanismo vale anche per i costi sostenuti (ad es. costi per la formazione professionale, per software, spese relative all’autovettura, cancelleria, personale, etc…) ad eccezione di:

  • canoni di leasing;
  • quota annuale di ammortamento dei beni strumentali;
  • quota annuale di Trattamento di fine rapporto maturata per il personale dipendente.

per i quali vale invece il principio di maturazione.

La pianificazione delle imposte dovute

Come su brevemente accennato, pianificare le imposte è ormai indispensabile per gestire efficientemente ogni attività imprenditoriale e professionale.

Rimediare infatti ad un carico fiscale eccessivamente elevato solo al momento di ricezione del Mod.F24 da parte del commercialista è infatti troppo tardi. L’anno fiscale si è ormai concluso, e non è possibile intervenire pianificando adeguatamente incassi e pagamenti in modo da ottimizzare il debito fiscale.

È necessario allora intervenire prima della fine anno per stimare le imposte, possibilmente ridurle, ed eventualmente pianificare le modalità di pagamento del carico tributario.

Come stimare le imposte dovute con mesi in anticipo, e vivere sereno

regime fiscale pianificazione

Sono commercialista, e nel corso degli anni ho cominciato ad offrire ai miei clienti un servizio aggiuntivo, il c.d. Tax Planning, che permette appunto di:

  • stimare le imposte da pagare per l’anno fiscale in corso;
  • (possibilmente) attuare tutte le strategie possibili del caso per ridurre il carico fiscale;
  • pianificare il relativo pagamento (ad esempio accantonando una quota mensile di quanto dovuto).

Il Tax planning si concretizza sostanzialmente nei seguenti passaggi:

1) Simulazione del conto economico di fine anno

Affinché la pianificazione fiscale possa fornire dati attendibili è necessario innanzitutto che la tua contabilità di studio sia la più aggiornata e completa possibile.

A questo punto procurati il conto economico aggiornato per cassa, che evidenzia appunto i compensi incassati e i costi pagati ad una certa data (per esempio, al 31 ottobre 2017).

Ora, anche attraverso un normalissimo foglio excel, puoi “simulare” i compensi e i costi su base annua.

Ad esempio puoi aggiungere i compensi che prevedi di incassare dal 1 novembre a fine anno, e lo stesso per quanto riguarda i costi. Ricordati di aggiungere gli ammortamenti previsti ed eventuali altri costi che usualmente vengono rilevati solo a fine anno.

2) Stima della base imponibile fiscale

Una volta ottenuto un conto economico ragionevolmente attendibile al 31 dicembre, è necessario stimare la base imponibile fiscale escludendo i costi non deducibili. A titolo esemplificativo, essi sono:

  • alberghi e ristoranti: sono deducibili al 75% dell’importo sostenuto e comunque nei limiti del 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.

Pertanto, se il 75% dei costi non è superiore al 2% del fatturato, si deduce il 75%; se invece è superiore, è possibile dedurre i costi nei limiti del 2%.

Esempio: fatturato € 100.000; spese: € 3.500; 75% di 3.500 = € 2.625; limite deducibile: 2% di 100.000 = 2.000; importo non deducibile: € 1.500.

  • spese di rappresentanza(es. omaggi alla clientela, cene offerte a clienti): sono deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta;
  • spese relative all’uso dell’autovettura, deducibili solo nella misura del 20%;
  • spese di telefonia fissa e mobile,deducibili solo nella misura dell’80%;

3) Stima delle imposte dovute

Una volta ottenuta la base imponibile fiscale, è semplice determinare le imposte dovute applicando le aliquote IRPEF previste. Sottraendo poi gli eventuali acconti nel frattempo pagati e le ritenute subite, è possibile giungere al saldo imposte dovuto nell’anno successivo.

Ti suggerisco di farti assistere, almeno inizialmente, dal tuo consulente di fiducia nel procedimento che ti ho descritto. La logica di fondo in realtà è molto semplice, ma potresti aver bisogno del supporto del tuo commercialista per lo meno per le fasi iniziali. Successivamente, ti consiglio di adottare la pianificazione fiscale come prassi amministrativa abituale almeno una volta l’anno e gestire la tua operatività attraverso un gestionale per avvocati.

Scopri nel video come gestire al meglio il tuo studio legale


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