L'avvocato può fare pubblicità?


Qual è la risposta a questa spinosa questione

Tempo di lettura: 6 minuti



Risposta breve:
la pubblicità da parte di un avvocato è ammessa per lui e il suo studio, soltanto se informativa e deve realizzarsi mediante la specifica osservanza delle norme vigenti. Oltre alla legge, particolare attenzione meritano le disposizioni del codice deontologico forense.

La pubblicità secondo il codice deontologico forense

Avvocato può fare pubblicità

Lo studio legale è libero di promuovere le propria attività avvalendosi dell'articolo 35 del Codice deontologico approvato dal Consiglio Nazionale Forense il 22 gennaio 2016, che aggiorna una legislazione in materia che ha sulle spalle oltre dieci anni.

La pubblicità è infatti vista come forma promozionale anche per libere professioni, rinviando però nello specifico ai rispettivi codici deontologici, i quali stabiliscono limiti e modi. Ciascun ordine professionale stabilisce le proprie regole, esplicitando limiti e concessioni, rispettando l'onore e il decoro della professione avvocatizia.

Il codice deontologico forense riporta alcune linee guida e indica come la pubblicità per un avvocato deve innanzitutto rispettare i principi di correttezza e veridicità. Inoltre non deve trascendere, non può essere comparativa e deve risultare rispettosa della dignità, dei segreti e della riservatezza della specifica attività di avvocato.

Il principio di base per la pubblicità di uno studio legale è quello dell'informazione: il codice deontologico ammette dunque pubblicità a patto che questa sia esclusivamente a titolo informativo, a partire dallo slogan.

La normativa aggiornata e di nuova concezione, scrive di pubblicità informativa, ossia intendere la pubblicità come forma di comunicazione argomentativa.

I principi di una campagna pubblicitaria per avvocati sono riassumibili come segue:

  • 3 requisiti oggettivi: trasparenza, verità e correttezza
  • 5 divieti espressi: comparazione, equivoco, inganno, denigratorio, suggestivo

In sostanza, l'avvocato può fare pubblicità al proprio studio e alla propria attività soltanto se si attiene ad una campagna che risponda ai requisiti di trasparenza, verità e correttezza, senza scadere nella comparazione, nell'equivoco, nell'inganno, nella suggestione e nella denigrazione verso terzi (potenziali clienti o colleghi).



Blog avvocato: cosa scrivo?

Blog avvocato

La pubblicità per un avvocato è ammessa qualora sia strettamente legata all'attività professionale, all'organizzazione e alla struttura del suo studio, oltre che per le sue specializzazioni conseguite e per i titoli posseduti.

Se si intende fare promozione, i contenuti della pubblicità sono importanti e indicati chiaramente dalla legge, la quale traccia il sentiero per fare marketing all'attività forense.

L'avvocato può fornire informazioni sulla propria attività professionale mediante alcune indicazioni, come ad esempio:

  • la denominazione dello studio con l'indicazione del suo nome e di eventuali colleghi professionisti associati
  • l'ordine presso cui sono iscritti tutti i componenti
  • le informazioni di contatto: la sede operativa, gli studi collaterali, i recapiti e gli indirizzi, compresi i contatti web
  • oltre a quanto espresso, può indicare anche una possibile abilitazione alla professione all'estero ed eventualmente potrebbe arricchire la sua campagna promozionale con ulteriori informazioni aggiuntive:
  • i titoli conseguiti a livello accademico o in altro ambito
  • i diplomi di specializzazione ricevuti
  • l'abilitazione a esercitare verso particolari giurisdizioni
  • le conoscenza delle lingue straniere
  • l'eventuale certificazione di qualità ricevuta dallo studio
  • l'ambito di esercizio (penalista, civilista, matrimonialista, ecc.)


La pubblicità è l'anima del commercio, ma per gli avvocati?

Un'antica e conosciuta frase recita che "la pubblicità è l'anima del commercio", ma molti avvocati non si sentono parte di un mercato "commerciale", vedendosi come un qualcosa che appare piuttosto distante dalla concorrenza commerciale.

Infatti, un po' per reputazione e un po' per timore verso una normativa che non appare chiara nella sua disciplina in materia, non sono molti gli studi legali che utilizzano l'arma della promozione pubblicitaria.

La pubblicità è l'anima del commercio e qualsiasi professionista, avvocato compreso, nell'istante in cui propone un servizio o una prestazione d'opera, si fionda, senza passare per vie traverse, nel mondo commerciale.

Se il tuo studio legale desidera emergere, rilanciarsi, diffondere il proprio operato, l'avvocato potrebbe pensare di destinare una piccola parte degli investimenti proprio alla pubblicità.



Divieto alla pubblicità comparativa

Divieto alla pubblicità comparativa

All'avvocato è consentita la promozione della propria attività professionale nel momento in cui la campagna pubblicitaria sia di carattere esclusivamente informativo. La pubblicità informativa del tuo studio deve riguardare l'esercizio della mera professione, la struttura e l'organizzazione del lavoro, indicando in maniera chiara, comprensibile e veritiera, tutto quanto desideri comunicare con qualunque mezzo ammissibile.

La pubblicità della tua attività forense deve essere trasparente e non ingannevole, eticamente corretta e senza screditare colleghi o concorrenti, orientata cioè a fornire un valore aggiunto al tuo stile professionale. Solo così potrai sentirti libero e certo di non incappare in quello che viene definito dalla legge illecito disciplinare.



Gli avvocati sono costosi?

Se sei un avvocato troppo pretenzioso dal punto di vista economico, oppure se ti dovessi ritenere il professionista più a buon mercato della provincia, puoi stare tranquillo perché la tua pubblicità non potrà passare questo genere di informazioni. Un altro divieto in materia pubblicitaria per un avvocato riguarda proprio i prezzi e se vorrai fare pubblicità al tuo studio legale non sarà ammesso fare leva sulle tariffe.

Interpellato sul tema il Consiglio Nazionale Forense (CNF), questo ha chiaramente precisato che la pubblicità con cui un avvocato informa della propria attività sul mercato, non deve far menzione degli aspetti economici e non deve contenere nemmeno una terminologia che possa indurre direttamente o indirettamente a far pensare al potenziale cliente di poter ottenere prestazioni a condizioni di favore, a titolo gratuito o a prezzo agevolato.

Tali menzioni, contenute nell'attività pubblicitaria, appariranno contrarie alle prescrizioni normative fin dal momento in cui il messaggio venisse redatto con grafiche e modalità ingannevoli, di chiaro stampo attrattivo verso la clientela, come l'utilizzo di termini fuorvianti e condizionanti (esempio: gratis, gratuito, scontato, occasione, ecc.).



L'avvocato e la pubblicità: i confini netti ma sottili

Nonostante sia ammessa la pubblicità per un avvocato, seppure correlandosi ad una disciplina piuttosto chiara, ma al tempo stesso di non facile interpretazione, risulta difficile stabilire le linee di confine tra il lecito e l'illecito, tra ciò che è ammissibile e quello che invece non lo è.

Qual è il fattore discriminante fra una pubblicità deontologicamente lecita ed una che appare invece illecita?

Quando è possibile definire un messaggio pubblicitario come suggestivo nella veicolazione dei servizi dell'avvocato?

Dove risulterà possibile tracciare una linea chiara fra una pubblicità informativa nel vero senso del termine e una in grado di suggestionare i potenziali clienti dell'avvocato?

La risposta a ciascuna di queste domande rimane ancora troppo soggettiva e interpretativa, cosa che spesso crea nell'avvocato una certa reticenza nell'imbattersi nel mercato del marketing forense, preferendo canali promozionali tradizionali, oppure lasciando ad altri il compito di avventurarsi nelle campagne pubblicitarie per studi legali.



I mezzi pubblicitari per un avvocato

Fino a qualche tempo fa la pubblicità di uno studio di avvocati non era ammissibile tramite radio, televisioni, manifesti o striscioni e nemmeno con insegne luminose.

La nuova normativa ha modificato le cose, riducendo le limitazioni e ammettendo qualsiasi forma lecita, anche attraverso Internet, a patto che si rispettino le linee guida di veridicità, lealtà, trasparenza, oltre quelle suddette di etica e deontologia.

Un articolo chiave di tale disciplina è il numero 35 del Codice Deontologico, modificato nei commi 9 e 10 e proprio da tali varianti, si deduce come sia stata resa possibile all'avvocato la possibilità di utilizzare qualsiasi mezzo di comunicazione, anche online, al fine di fare promozione all'attività del proprio studio legale, qualunque dovesse essere il mezzo utilizzato per diffondere le informazioni purché esse siano pienamente rispettose dei doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, ai limiti e alla natura dell'obbligazione professionale.

Il canale pubblicitario maggiormente innovativo ed efficace è certamente Internet. Nel contempo bisogna rendersi consapevoli che l'utilizzo del canale web, compresi i social network, presenta diversi vantaggi che al giorno d'oggi risultano indispensabili, ma è opportuno tenere in debita considerazione potenziali rischi.

Investimenti contenuti e grande penetrazione sono i due principali aspetti di una campagna promozionale tramite web.

Non solo portali appositi, ma tutto ciò che è fatto per fornire informazioni e arricchire l'utente di quel qualcosa in più, trova buona accoglienza e buona efficacia.



Tu avvocato, sai come proporre una buona campagna pubblicitaria?

Avvocato specializzazione marketing

Se sei avvocato desideroso di implementare una campagna pubblicitaria penetrante, efficace, ben organizzata e proficua, devi puntare molto sul nome del tuo studio legale e sul logo, creando un vero e proprio brand. Siccome la pubblicità deve essere di stampo informativo, lo studio legale può agire commercialmente soltanto se la promozione soddisfa questo scopo e dunque sarai praticamente obbligato a formulare una grafica e un testo pubblicitario che sappia arrivare nella testa delle persone con un messaggio diretto, chiaro e netto. La comunicazione dovrà essere piuttosto semplice, immediata e dovrà colpire l'attenzione del potenziale cliente, informandolo sulla tua attività.

Per farti conoscere è di fondamentale importanza avere un logo che possa rimanere impresso, abbinandolo al tuo nome oppure a quello dello studio (soprattutto se vi sono avvocati associati).

Inoltre l'uso appropriato di un linguaggio semplice e comprensibile è certamente un valore aggiunto per una buona campagna di marketing relativa ad uno studio legale e tu potrai immediatamente beneficiarne.

L'avvocato oggi deve cambiare la sua visione passando da una figura prettamente di giurisprudenza ad una che deve avere anche competenze manageriali e informatiche, proprio per poter sfruttare il più possibile ciò che il mondo moderno mette a disposizione in termini di tecnologie e possibilità.

Quindi, come avvocato posso fare pubblicità?

Ribadiamolo ancora una volta: devi fare pubblicità!

Nel nostro mondo, oggi, senza marketing, nessun prodotto o servizio può essere diffuso.

Considerando quanti avvocati ci sono in Italia, il marketing per l'avvocato è fondamentale per acquisire continuamente nuovi clienti, ma ovviamente di qualità.

La qualità clienti è legata direttamente al posizionamento, all'autorità percepita da chi si mette in contatto con noi... temi di cui parleremo nei prossimi articoli.

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