Consulenza tecnica, di ufficio e di parte, nel processo civile


Il consulente tecnico è colui che offre la consulenza, anche scientifica e umanistica, integrando le conoscenze del giudice all’interno di un processo giudiziario

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Consulenza tecnica, di ufficio e di parte, nel Processo Civile Telematico

Il consulente tecnico è quel soggetto, che ha specifiche conoscenze tecniche, scientifiche o umanistiche (e comunque in campi del sapere umano diversi da quello giuridico) che viene chiamato ad integrare le conoscenze del giudice quando per la risoluzione della causa siano necessarie cognizioni in specifiche materie che non conosce, nÈ è tenuto a conoscere. E' un ausiliario del giudice, in quanto persona esterna all'organizzazione giudiziaria, che presta la sua consulenza in via del tutto occasionale ed in base ad un incarico specifico affidatogli dal giudice in apposita udienza, previo giuramento ex art. 193 cpc.

A fronte di ciò, il codice di rito prevede la possibilità per le parti di nominare un proprio consulente, il quale può formulare osservazioni scritte alla relazione stesa dal CTU.

L'istituto costituisce forse la più rilevante eccezione, sia pure circoscritta, al principio dispositivo ex art 115 cpc. In vero, la più recente dottrina qualifica l'istituto come rientrante nella valutazione della prova, piuttosto che vero e proprio mezzo istruttorio, in ragione della collocazione sistematica di esso all'interno del codice di rito.

Si ricorda che la Suprema Corte ha sancito precisi limiti, in forza del principio di diritto secondo cui la CTU è ammissibile soltanto laddove sia necessario accertare fatti rilevabili attraverso specifiche competenze e strumentazioni tecniche, senza che ciò incida sulla ripartizione dell'onere probatorio tra le parti ai sensi dell'art. 2697 c.c (in tal senso: Cass, n. 11685/2016). Sarà pertanto inammissibile la richiesta ammissione di CTU finalizzata, ad esempio, alla indagine esplorativa di fatti non provati.

Consulenza Medico Legale

La consulenza medico-legale è tesa ad una complessa valutazione del danno biologico, sia sotto il profilo temporaneo, sia per quanto concerne quello permanente.

Per la relativa liquidazione sono state elaborate specifiche tabelle, rispettivamente per lesioni micro-permanenti (cd. danno biologico di lieve entità) e per lesioni macro-permanenti.

Con riferimento al calcolo della parcella del professionista, si segnala che il Sindacato degli Specialisti in Medicina Legale e Delle Assicurazioni (SISMLA) ha elaborato un tariffario, attualmente aggiornato al giugno 2013, cui riferirsi per la stesura della stessa, con importi differenziati in base all'attività prestata ed alle fasi come ad esempio:

  • studio
  • visita diretta della danneggiato ed anamnesi
  • valutazione dell'inabilità temporanea
  • del livello di sofferenza intrinseca
  • della congruità delle spese sostenute

I relativi importi sono al netto di IVA professionale, la cui aliquota è del 22%.

Il compenso è liquidato dal giudice; egli può, con ordinanza non impugnabile, disporre il pagamento di una somma a titolo di acconto già all'udienza di conferimento dell'incarico.

Detta somma sarà a carico della parte attrice o comunque della parte che ha richiesto la nomina di CTU; al pagamento del compenso, invece, sarà tenuta la parte soccombente. Se essa non adempie, il consulente potrà pretenderne la corresponsione da quella vincitrice, atteso che le parti sono solidalmente responsabili del pagamento delle competenze di CTU, anche dopo che la controversia nell'ambito della quale ha prestato la propria opera professionale sia stata decisa con sentenza passata in giudicato, secondo la soluzione interpretativa accolta dalla più recente giurisprudenza di legittimità.

Con riferimento ad altri professionisti, quali ingegneri od architetti, il costo della perizia giurata trova disciplina nella L. 143/49, la quale all'art. 5 dispone che esso "..viene stabilito a discrezione del professionista in base al livello di difficoltà della perizia stessa".

Qual è il valore dell'onere

Di solito si applica un valore compreso tra €500 e €2.000, oltre oneri, ma molto dipende dall'oggetto dello studio peritale. Nel caso di perizia estimativa si applica, normalmente, una percentuale sul valore del bene stimato secondo le aliquote della tabella F della predetta legge, salva comunque la determinazione di un compenso a discrezione del professionista. Con riguardo alla perizia giudiziaria, si applicano le percentuali riportate nella L. 319/1980, suddivise per categoria di consulenza tecnica e per scaglioni di importo.

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