Come si calcolano i vari tipi di Interessi Legali


Come calcolarli nel modo corretto utilizzando lo strumento per il calcolo degli interessi e facendo attenzione alla rivalutazione monetaria

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Oggi la tecnologia ha fatto grandi passi in avanti e ci viene incontro per facilitarci la vita anche nel quotidiano. Operazioni lunghe e complesse, che ci portavano via tempo, sottraendolo dunque alle nostre attività e al nostro business, possono essere invece effettuate con pochi click.

Una di queste è il calcolo degli interessi legali, calcolo che deve tenere conto di diversi parametri e che, per chi non è pratico, risulta alquanto ostico. I nuovi software che abbiamo oggi a disposizione sono lo strumento per il calcolo degli interessi e che ci permettono di ottenere il risultato – assolutamente attendibile – in pochi istanti.

Interessi legali: cosa sono

Interessi legali

La materia di questo argomento non è semplicissima per cui, al netto dei tecnicismi, possiamo dire che per capire cosa sono gli interessi legali e perché vanno corrisposti, dobbiamo partire da un assunto: il denaro è un bene fruttifero e, pertanto, le obbligazioni che si basano su una somma di denaro (obbligazioni pecuniarie) producono esse stesse dei frutti. Quindi dobbiamo rifarci al nostro ordinamento che prevede che se si dispone del denaro altrui (in poche parole stiamo parlando di un prestito, di un finanziamento) questo comporta la maturazione di interessi. In parole povere, se chiedi un prestito a una banca o a una finanziaria, il solo fatto di disporre di quella somma che ti è stata concessa, implica la maturazione di interessi, infatti quando poi vai a restituire il prestito ricevuto non dovrai mai dare la cifra che hai richiesto, ma quella cifra maggiorata di una percentuale.

Questi interessi legali sono, per via della loro funzione, remunerativi e corrispettivi. Cosa significa? Significa che hanno la funzione di corrispettivo per l'utilizzo dell'altrui denaro e si distinguono dagli interessi moratori e compensativi. Spieghiamo meglio.

Calcolo degli interessi legali: compensativi, moratori e corrispettivi

Gli interessi corrispettivi, che appunto possono essere ricondotti al concetto di frutti civili (quindi quello che abbiamo spiegato riguardo gli interessi legali), svolgono la funzione di corrispettivo e dunque vengono riconosciuti al mutuante. Pertanto, quando al mutuante viene restituita la somma prestata, questa sarà costituita dal capitale, quindi la somma erogata effettivamente, più un'altra parte, gli interessi. Facciamo un esempio pratico: se chiedi in prestito 1000 euro da restituire in un certo lasso di tempo, poniamo un anno, allo scadere di quella data dovrai restituire i 1000 euro (capitale) più gli interessi calcolati secondo alcuni parametri su quella cifra.

Il calcolo interessi compensativi, come si evince dalla parola, ha la funzione di assicurare il permanere di un equilibrio economico in termini di rapporti giuridici che, in conseguenza al passare del tempo, potrebbero essere alterati.

Gli interessi moratori, invece, hanno una funzione di risarcimento. Infatti sorgono a causa del ritardato pagamento di una somma dovuta dal debitore al mutuante che, per ragion veduta, ha così subito un danno. Per risarcire tale danno si dovranno versare gli interessi di mora.

Avvocati e interessi legali: tipi di interessi nel 2017

Torniamo adesso agli interessi legali. Come abbiamo detto si tratta di crediti liquidi ed esigibili. Ogni credito produce interessi legali se ha come oggetto una somma di denaro, se è liquido ed è determinato in modo esatto dal suo ammontare, e se è esigibile, ovvero se non risponde ad alcun termine o condizione. L'interesse viene così calcolato secondo una determinata percentuale di interessi legali di quello che è il capitale che viene erogato, tale percentuale si chiama tasso o saggio di interesse. Questo tasso viene chiamato anche tasso legale poiché viene stabilito dalla legge ai sensi dell'art. 1284 del Codice Civile e viene determinato, con cadenza annuale e con scadenza il 15 dicembre di ogni anno, dal Ministro dell'Economia, dopodiché viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana mediante decreto. Con il decreto si può, di anno in anno, modificarne la misura basandosi sul rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato che non abbiano una durata superiore ai 12 mesi, altresì tenendo conto del tasso di inflazione che viene registrato durante quel determinato anno. Se entro la scadenza del 15 dicembre non occorre alcuna modifica del tasso legale, questo resta fissato secondo i valori di quell'anno che vengono così estesi per tutta la durata di quello successivo.

Nel corrente anno, quindi nel 2017, il tasso degli interessi legali è stato fissato, a partire dal 1° gennaio, allo 0,1%, secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze esattamente il 7 dicembre del 2016 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 in data 14 dicembre 2016. Per l'anno 2016 il tasso di interesse legale era stato fissato allo 0,20%.

Anno civile e anno commerciale

A questo punto però occorre chiarire meglio il concetto di anno per determinare il tasso di interesse.

Il calcolo degli interessi si effettua sulla base dell'anno civile che si differenzia dall'anno commerciale. Quest’ultimo è un periodo di tempo meramente convenzionale che indica un tempo pari a 12 mesi di 30 giorni ciascuno, quindi per un totale di 360 giorni l'anno. l'anno civile, invece, è costituito da 365 giorni l'anno, quindi sempre 12 mesi, ma con i giorni come li conosciamo, quindi di mesi con 31 giorni, mesi di 30 e mesi di 28, eccetto gli anni bisestili che ritorneranno nel nostro discorso più avanti.

Ma perché fare questa distinzione? In realtà oggi come oggi non ha più un gran senso, grazie appunto alle nuove tecnologie che ci consentono di calcolare il tasso legale rapidamente e in modo molto semplice. Prima dell'avvento di tali software, però, il calcolo era piuttosto laborioso, per cui si aveva la necessità di utilizzare l'anno commerciale per facilitare tali calcoli.

Come si calcolano quindi gli interessi legali?

Diciamo subito che, se non si utilizza un software apposito per questi tipi di interessi, si può applicare una formula:

I = C x S x N/36500

I, chiaramente, sta per Interesse, C è il capitale, S è il tasso di interesse legale, N è il numero espresso in giorni di maturazione degli interessi e 36500 è il numero di giorni che costituiscono un anno civile moltiplicato per 100.

Quando si esegue questo calcolo si deve tenere conto della possibilità che una società o un istituto finanziario si avvalgano dell'utilizzo dell'anatocismo, normato secondo l'art. 1283, e che comporta per il debitore non solo il pagamento dell'interesse calcolato sulla somma effettivamente richiesta, ma anche dell'interesse sull'interesse. Per spiegarlo con un esempio basti pensare a un prestito di 1000 euro da restituire in un anno, se l'interesse legale fosse al 10% si dovrebbero rimborsare all'ente che ha erogato il prestito 1.100 euro, 1000 di capitale (che corrisponde alla somma richiesta in prestito) e 100 di interesse legale. Tuttavia, se l'istituto erogante il credito decidesse di applicare l'anatocismo semestrale, il debitore si ritroverà a pagare, sui 1000 euro di capitale, 50 euro del primo semestre più 75 euro del secondo semestre (per via dell'anatocismo si calcolano gli interessi sui 50 euro di interessi, quindi ulteriori 25 euro in questo caso) per un totale definitivo, sommato al capitale, di 1.125 euro.

Interessi e rivalutazione monetaria con i software

La rivalutazione monetaria, naturalmente, è necessaria al fine di adeguare la somma da rimborsare in base a quelle che sono le variazioni del costo della vita. Ribadiamo dunque che solo questo accorgimento però non compensa il mutuante della somma erogata in prestito e pertanto si devono aggiungere anche gli interessi legali.

Procedendo nella compilazione del form, quindi dopo aver dato la spunta alla voce di interesse, si inserisce in una stringa di dialogo l'importo in euro, la data di inizio, quindi del giorno in cui è stato erogato il prestito, e la data finale. A questo punto è sufficiente cliccare sul pulsante che da l'avvio al calcolo e in pochi istanti si avrà lo sviluppo del calcolo espresso con tutti i parametri necessari alla sua lettura, quindi con i giorni, col tasso legale e con gli interessi.

Anni bisestili e ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso è uno strumento che consente al contribuente di regolarizzare, in modo spontaneo, omissioni tributarie, irregolarità o violazioni secondo l'art. del D.lgs. n. 472 del 1997, tale Ravvedimento implica il versamento di sanzioni ridotte di importo variabile in base alla tempestività del ravvedimento stesso. Negli anni bisestili gli interessi si calcolano comunque con 36500 al numeratore moltiplicato per 100, il riferimento a tale normativa si trova all'interno del chiarimento dell'Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 296/E del 14/07/2008 e che spiega, appunto, come un contribuente che abbia commesso un determinato illecito fiscale possa, ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. su citato, regolarizzare errori e omissioni fruendo della possibilità di pagare una sanzione ridotta a patto che il pagamento avvenga entro determinati termini, e della sanzione e del pagamento del tributo dovuto, contestualmente al pagamento degli interessi moratori calcolati con un tasso legale maturato giorno per giorno.

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