Violenza sulle donne ed il Codice Rosso


La violenza di genere in Italia è diventato un problema di particolare rilevanza al punto da essere necessari provvedimenti ad hoc, nasce così il disegno di legge Codice Rosso

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La violenza di genere in Italia è diventato un problema di particolare rilevanza al punto da essere necessari provvedimenti ad hoc per creare una corsia di tutela preferenziale che consenta di bloccare le iniziative violente e quindi tutelare la vita delle donne.

Ogni anno in media ci sono 150 femminicidi, mentre le sentenze definitive per stupro sono 2000 e oltre 1800 quelle per stalking.

Nasce così il disegno di legge Codice Rosso che propone modifiche al codice di procedura penale al fine di dare una tutela immediata alle donne vittime di violenza. Ecco cosa cambia per le donne.

Codice Rosso: il disegno di legge

Codice Rosso: il disegno di legge

Il disegno di legge Codice Rosso porta la firma del ministro della Giustizia Bonafede e del ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, quest'ultima da sempre è impegnata, anche attraverso un'associazione, Doppia Difesa da lei fondata insieme alla soubrette Michelle Hunziker, nella tutela delle donne vittime di violenza.

Il Codice Rosso approvato il 28 novembre del 2018 punta a rinforzare la tutela offerta alle donne che decidono di denunciare le violenze subite attraverso indagini più rapide.

Il provvedimento è rivolto a donne che subiscono atti di violenza sessuale, maltrattamenti, atti persecutori, lesioni all'interno di contesti familiari o di convivenza. La prima modifica rilevante introdotta dal Codice Rosso riguarda l'articolo 347 del codice di procedura penale.

Questo viene integrato con l'introduzione dell'obbligo della polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al PM la notizia di reato. In questo modo, senza lunghe indagini volte ad accertare il fatto, sarà possibile porre in essere delle misure protettive a favore delle donne vittime di violenza e abusi.In base alla modifica approvata dal disegno di legge all'articolo 362 del c.p.p. il Pubblico Ministero entro 3 giorni dalla ricezione della notizia deve ascoltare la vittima.

Può essere disattesa tale prescrizione solo nei casi in cui ci siano imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza della donna vittima del reato, quindi è possibile non rispettare il termine dei 3 giorni solo quando sia da tutelare la persona offesa, non in altri casi. Gli articoli del codice di procedura penale che vengono modificati non finiscono qui.

Il nuovo articolo 370 del codice di procedura penale, in base al disegno di legge Codice Rosso, prevede che una volta ricevuta la denuncia inerente maltrattamenti, violenze sessuali, lesioni, persecuzioni in ambito familiare o di convivenza, gli organi preposti non possano valutare con discrezionalità l'urgenza della stessa, questa deve essere presupposta e si deve agire immediatamente.

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Nuova rete di sostegno alle donne vittime di violenza

Le novità non finiscono qui, infatti è noto che chi subisce delle forme di violenza in ambito domestico manifesta anche un notevole disagio psicologico in quanto si crea un vero e proprio vortice che porta la donna ad essere succube e in alcuni casi anche a credere di meritare i maltrattamenti a causa di supposti errori commessi da lei.

Questo meccanismo si attua in modo inconsapevole proprio perché le violenze maturano in ambiti domestici, cioè in un ambiente che dovrebbe essere protettivo e che spesso è l'unico frequentato dalla donna in quanto sottoposta ad un vero e proprio isolamento anche dalla famiglia di origine. A ciò si aggiunge il timore legato alle minacce che spesso sono quotidiane.

Riuscire a liberarsi da questo vortice che crea dipendenza e paura non è semplice, proprio per questo le donne quando trovano il coraggio di chiedere aiuto devono ricevere anche un supporto di tipo psicologico.

Per far in modo che chi subisce maltrattamenti si senta a proprio agio e riesca a fidarsi delle istituzioni il Disegno di Legge stabilisce che gli appartenenti alle forze dell'ordine seguano specifici corsi di formazione che li rendano capaci di affrontare al meglio tutte le implicazioni emotive che nascono da atti di violenza e persecuzioni.

Il DdL si inserisce in un articolato piano di cui fa parte anche una Cabina di Regia Interministeriale il cui obiettivo è creare una rete organica di protezione nei confronti delle donne vittime di violenza. Ciò avviene anche attraverso l'istituzione di un fondo il cui obiettivo è rinforzare i Centri Antiviolenza e dare sostegno economico alle vittime.

Questo anche perché spesso è proprio la dipendenza economica delle donne e la paura di non avere un posto dove andare a far ritardare la richiesta di aiuto. Nei centri antiviolenza sarà possibile avere assistenza psicologica e legale, si crea così una fitta rete di collaborazioni che mirano a coinvolgere la donna in un piano virtuoso di tutela e rinascita.

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L'importanza di una giustizia veloce

Come si può notare il Disegno di Legge Codice Rosso punta molto sulla riduzione dei tempi per ottenere tutela adottando norme che possono essere considerate straordinarie rispetto alle normali procedure e il cui obiettivo è proteggere in modo immediato le donne che subiscono lesioni personali e psicologiche.

Spesso le donne che hanno perso la vita per mano di compagni violenti avevano già denunciato le violenze subite, ma non avevano ricevuto immediata tutela. Ciò incrementa la rabbia dei loro esecutori e lascia un vuoto di protezione tra il momento della denuncia e quello della protezione che diventa estremamente pericoloso. Velocizzare i tempi della giustizia è possibile.

Questo obiettivo può essere sicuramente realizzato attraverso una gestione celere della giustizia che potrebbe ottenere un maggiore impulso anche attraverso un più ampio ricorso alla digitalizzazione dei servizi

Il processo telematico in Italia

Il processo telematico in Italia

La digitalizzazione è il futuro, anche se vi sono remore e Paesi che ancora arrancano dietro l'ammodernamento delle reti telematiche e dei servizi internet non si può prescindere da tale rivoluzione.

L'Italia sta sicuramente provando ad aggiornarsi e infatti molte funzioni sono state digitalizzate ed è attivo un processo telematico che di sicuro è distante rispetto a quello Estone, ma negli ultimi anni ha comunque mosso passi da gigante.

Oggi gli atti introduttivi dei processi devono essere posti in essere tramite i servizi telematici e quindi gli avvocati possono accedere direttamente dal computer dello studio e porre in essere i vari atti, inoltre possono anche estrarre copie dei documenti.

Il tutto senza dover fare la fila in cancelleria. Sebbene la rivoluzione non è ancora completa, è finita l'era dei giovani praticanti inviati come piccioni viaggiatori tra le varie cancellerie, il tutto anche a vantaggio di una reale formazione in campo che consenta loro di diventare bravi avvocati in minore tempo.

Non solo, infatti anche i clienti possono accedere agli atti delle attività processuali che li riguardano attraverso un sistema di identificazione, in questo modo potranno sentirsi maggiormente partecipi delle attività e quindi avere anche una maggiore tranquillità sull'evolversi della situazione. 

Se sei un avvocato per poter accedere ai servizi telematici devi comunque avere un software per l'accesso ai servizi telematici. In commercio ne sono disponibili diversi che offrono però opportunità diverse.

Tutti devono ovviamente consentire l'accesso agli atti del processo telematico attraverso chiavi di identificazione univoche e rilasciate dal sistema giustizia.

Le chiavi di identificazione devono essere conservate dagli avvocati in modo che nessuno possa avervi accesso, questo perché attraverso i servizi telematici è possibile risalire ad informazioni personali dei clienti. Vi sono però gestionali che offrono servizi ulteriori.

Ad esempio, Legaldesk consente di avere l'archiviazione di tutti i file, in questo modo scompaiono dallo studio i vari pesanti faldoni che occupavano intere stanze. Non finisce qui perché attraverso il sistema Cloud è possibile accedere a questi atti dai vari dispositivi registrati, quindi puoi gestire l'ufficio anche tramite computer portatili, smartphone, tablet in qualunque posto e momento anche senza essere in ufficio.

La funzione agenda consente di ricordare gli impegni e el scadenze, mentre la rubrica permette di avere a portata di clic tutti i recapiti dei clienti per dare loro informazioni o per portare avanti operazioni di marketing.

Il gestionale Legaldesk viene costantemente aggiornato anche da remoto, questo implica che man mano vi sono evoluzioni tecnologiche da parte del ministero della Giustizia e del sistema di amministrazione della giustizia, il software si aggiorna e ti permette di essere sempre al passo con i tempi.

Nonostante questo si tratta di un sistema intuitivo e semplice da utilizzare e per dimostrarti ciò è possibile provare la versione gratuita per un mese, solo dopo deciderai se acquistare o meno il gestionale Legaldesk.

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Professione avvocato

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