Content Marketing per l'avvocato, tattica o strategia?


Il content marketing, letteralmente mercato dei contenuti, è la frontiera dei professionisti 2.0 che intendono promuovere il proprio lavoro attraverso internet

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Il content marketing, letteralmente ''mercato dei contenuti'', è la frontiera dei professionisti 2.0 che intendono promuovere il proprio lavoro attraverso internet.

Se un tempo l'avvocato era rappresentato come una persona in giacca e cravatta, 24 ore alla mano e studio professionale arredato in stile classico, oggi il legale è molto di più. È una persona versatile che, pur svolgendo un lavoro prevalentemente intellettuale, riesce a promuoversi e a farsi conoscere oltre il proprio ufficio. Come fa?

Grazie alle piattaforme social ed alla possibilità di entrare in contatto con i potenziali clienti regalando consigli utili e fornendo informazioni preziose. Ti starai chiedendo: ''Regalare consigli non è tipico di un avvocato. Come faccio a guadagnare se fornisco consulenza in maniera gratuita?''

Semplice, perché ilcontent marketing non è altro che un modo per farsi pubblicità rispettando i principi sanciti dal Codice Deontologico Forense. Tu tratti un argomento che potrebbe interessare molte persone. Qualcuno ti leggerà e ti contatterà per avere il tuo supporto.

Ed allora, il content marketing per l'avvocato è una tattica o una strategia?

Content Marketing legale: come funziona il mercato dei contenuti?

Content Marketing legale: come funziona il mercato dei contenuti?

Internet è alla portatata di tutti, grazie alle promozioni che i gestori telefonici offrono ai propri clienti. Difficile trovare qualcuno che non sia provvisto di un tablet o di uno smartphone e non sia contemporaneamente connesso ad internet.

Internet è la panacea di tutti i mali: basta chiedere qualcosa, cliccare il pulsante ''cerca'' ed ottenere le migliori informazioni attualmente presenti. Hai usato questo metodo per conoscere le recensioni di un ristorante, sapere dove si trova un negozio, prenotare una cena o, addirittura, trovare il metodo della nonna per alleviare un dolore.

E come te tantissime persone in questo preciso istante staranno cercando informazioni utili afferenti alla sfera legale.

C'è chi chiede come proporre un reclamo contro una pubblica amministrazione, come risolvere una faccenda condominiale, quale sia il ruolo di un notaio o di un avvocato o quanto costa una causa legale.

L'avere internet a portata di mano ci ha resi dipendenti da una enciclopedia sempre più evoluta ed arricchita da chi mette a servizio degli altri la propria esperienza.

Chi ci riesce possiede oggi un nutrito gruppo di follower che, nel corso del tempo, si sono trasformati in veri e propri clienti fidelizzati proprio grazie ai social. 

E se c'è chi guadagna vendendo gli spazi del proprio blog alle pubblicità, c'è chi invece si è fatto conoscere come professionista specializzato in un determinato settore.

Il mercato dei contenuti funziona in maniera semplicissima: tu apri un blog, scrivi dei testi afferenti al tuo lavoro, cerchi di inquadrarli nell'ottica SEO (se non riesci puoi sempre affidarti ai ghost writer) e li pubblici.

Qualcuno, dall'altra parte della tastiera, leggerà i tuoi articoli scoprendo che, per risolvere una controversia, avrà bisogno del tuo aiuto. Nel testo inserisci consigli legali che possono essere utili ai lettori (come funziona un ricorso, quale autorità è competente per una controversia, ecc...).

Costoro, affascinati dalla materia e dal tuo modo di fare, (pardon, di scrivere), saranno invogliati a contattarti, magari per una consulenza o per un consiglio approfondito. Quella persona, inizialmente lettore, si è trasformato automaticamente in cliente e, pur non guadagnando molto (una consulenza online oggi parte da 30 euro), hai comunque arrotondato il tuo profitto.

Se il cliente chiedesse, oltre alla consulenza, l'assistenza giudiziale per la risoluzione di una controversia, avrai centrato l'obiettivo: aumentare il protafoglio clienti senza ricorrere a chissà quale escamoage.

Pubblicando quegli articoli non hai fatto altro che condividere un po' delle tue conoscenze e lo hai fatto attenendoti ai principi del Codice Deontologico Forense. 

Non hai fatto spot, nè pubblicità ingannevoli, quanto invece hai fornito delle informazioni che si sono rivelate utili per il pubblico.

Tra le migliaia di lettori che hanno visitato la tua pagina hai trovato qualcuno che ha riposto fiducia nel tuo operato, senza affidarti al passaparola e senza aspettare chissà quanto tempo.

Ecco come funziona il content marketing: è un do ut des, un dare per avere che accontenta tutti e ti aiuta nel tuo lavoro.

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Content Marketing legale: come farsi conoscere su internet?

L'idea è allettante. In fondo basta ritagliati un'ora dal lavoro e dedicarla alla stesura dei contenuti. Se non hai tempo puoi contattare uno scrittore specializzato in content marketing legale e delegare la scrittura dei post pagando a cottimo o a numero di parole.

Sembra semplice, se non fosse che oggi internet pullula di centinaia di migliaia di post che trattano il medesimo argomento. C'è lo studente di giurisprudenza, il professore universitario, l'appassionato di diritto e decine e decine di avvocati con un proprio blog.

In altre parole ti ritroverai a scrivere la medesima cosa ripetuta infinite volte e già ampiamente disponibile: riuscire a trovare il tuo sito diventerà pressoché difficile.

Esistono a questo proposito delle linee guida utili per far si che i tuoi contenuti siano posizionati fra i primi risultati sul motore di ricerca. 

Chi digiterà le parole chiave del tuo articolo troverà te nelle prime posizioni e sarà invogliato a leggerti scegliendoti al posto di altri concorrenti. Ma come ottenere questo risultato?

Innanzitutto sfruttando il metodo dell'''how do'', ossia del ''come fare''. Chi naviga su internet cerca delle risposte che possano essere afferenti al proprio problema.

Vuoi scrivere sul risarcimento danni extracontrattuale? Focalizza il contenuto come se fosse una soluzione, partendo dalla struttura del titolo che dovrà contenere le parole chiave.

Le parole chiave (in gergo key words) faranno sì che il tuo contenuto sia indicizzato da internet e posizionato tra i primi risultati della ricerca: un testo strutturato con le parole chiave sarà ben visibile dai lettori.

Alle parole chiave si aggiungono i termini di ricerca, ossia quelle parole che generalmente vengono digitate per trovare contenuti interessanti. Se qualcuno digita ''come fare'' qualcun altro scriverà ''come posso fare per''. Si tratta di piccole varianti ai termini comuni che permettono, però, di agganciare immediatamente il testo che le possiede.

La struttura del contenuto deve essere realizzata in modo tale che il lettore sia interessato all'articolo e non cambi pagina dopo tre secondi. Il post deve essere interessante, deve catturare l'attenzione ed essere scritto con un linguaggio semplice. Deve sì fornire delle informazioni, ma non tutte in una volta: evita quindi giri di parole nell'incipit dell'articolo e instilla i consigli lungo tutto il testo.

Le informazioni inserite devono essere veritiere, quindi non devono indurre in dubbio il lettore. Costui deve trovarsi di fronte ad un articolo interessante dotato di autorevolezza e di veridicità. 

Se la semplicità serve a catturare l'attenzione, il modo di scrivere deve essere scorrevole ed invogliare il lettore a chiedere un aiuto: chi visita il tuo blog è spesso una persona sprovvista degli strumenti necessari per agire da solo.

Ma attenzione! Scrivere un articolo informativo e a sfondo pubblicitario potrebbe cozzare con i principi sanciti dal Codice Deontologico Forense.

Content Marketing legale: come scrivere senza fare pubblicità?

Content Marketing legale: come scrivere senza fare pubblicità?

Molti avvocati hanno già in attivo un proprio blog utilizzato come canale comunicativo con i potenziali clienti. Altrettanti professionisti si affidano ad altre piattaforme come i social network o i siti legali specializzati nella raccolta e nell'esposizione della giurisprudenza.

Questi ultimi promuovono delle vere e proprie collaborazioni con gli avvocati che vi partecipano: a fronte della stesura di uno o più contenuti si possono ottenere piccoli compensi, visibilità e promozione del proprio studio legale.

Non esiste una legge che vieti ad un avvocato di aprire un proprio blog o di farsi conoscere su internet. Esiste però il dovere di corretta informazione sancito dall'art. 35 del Codice Deontologico Forense. 

La norma in questione dice che un legale deve dare informazioni corrette, veritiere e trasparenti in riferimento alla propria attività, a prescindere dai mezzi utilizzati per diffonderle. A patto però che egli si attenga ai doveri di segretezza e di riservatezza, nonché al divieto di dare informazioni comparative, ingannevoli, denigratorie o suggestive. 

Se molte pubblicità che guardiamo in TV hanno la caratteristica di essere suggestive, comparative e, alle volte ingannevoli (nei limiti previsti dalla legge), lo stesso non può essere fatto da un avvocato che, al posto della pubblicità, deve utilizzare delle informazioni per fare conoscere il suo lavoro e il suo studio professionale.

Un blog non è altro che un luogo virtuale all'interno del quale vengono scambiate delle informazioni attraverso la redazione di articoli.

L'avvocato che scrive come risolvere una controversia legale o fornisce consigli utili in merito ad una questione giuridica sta dando delle informazioni esponendosi in prima persona. Questo ''esporsi in prima persona'' è un metodo per far conoscere al pubblico il proprio lavoro ed il proprio studio legale rispettando i principi, i doveri ed i divieti appena menzionati.

In fondo il lettore trae dal testo nozioni utili ed è libero di scegliere se contattare o meno il professionista. Il lettore non è invogliato perché il testo è suggestivo o pubblicizza una promozione allettante. Il lettore è invogliato perché, dal post letto, evince di trovarsi dinnanzi ad una persona seria, autorevole ed esperta.
Un blog che viola i principi del codice contiene testi a contenuto pubblicitario e non informativo.

Gran parte delle pronunce del Consiglio Nazionale Forense riguardano di fatto avvocati che hanno sfruttato i social per farsi pubblicità. C'è chi scriveva post reputandosi come l'unico in grado di risolvere al meglio la situazione, e chi ha sfruttato eventi di cronaca per pubblicizzare il proprio studio. 

Soffermiamoci sul dovere alla segretezza ed alla riservatezza. Molti avvocati scrivono in merito alla propria esperienza riportando fatti realmente accaduti e di cui ne sono stati patrocinatori in sede giudiziale.

L'avere già delle conoscenze in merito agevola la stesura del post riducendo i tempi di scrittura e di ricerca. Ma un conto è trattare una vicenda concreta a grandi linee, rivolgendosi in terza persona e parlandone in maniera generale.

Un conto è inserire dettagli che, in un modo o nell'altro, potrebbero essere riconducibili ai protagonisti della storia.

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Content Marketing per l'avvocato è una tattica o una strategia?

Tattica e strategia sono utilizzati spesso come sinonimi. D'altronde in entrambi i casi si studia un modo per raggiungere un obiettivo. A dirci quali sono le differenze fra tattica e strategia è l'ambito militare: la strategia è il piano d'azione di un'intera guerra.

La tattica si riferisce ad una sola battaglia.
In un periodo in cui l'avvocato può unirsi in società e dove la concorrenza è elevata, il content marketing può essere sia una tattica, sia una strategia, a seconda degli obiettivi che si intendono raggiungere.

La strategia del content marketing è tale quando il professionista punta sulla creazione della propria brand identity utilizzando internet. Lo scopo è quello di creare un portafoglio clienti che non sia circoscritto alla sede in cui opera, ma si estende a coloro che desiderano assistenza e consulenza in uno specifico settore.

Puntare sulla brand identity significa crearsi un marchio, una reputazione che va al di là del numero di cause vinte o perse: riuscire a fidelizzare i clienti attraverso l'uso dei social è un buon modo per lavorare sempre di più.

Il blog diventa quindi la sede in cui promuovere sè stessi attraverso i contenuti fornendo informazioni e consigli per poi orientare il cliente nella scelta di quello studio legale. Gran parte del lavoro dell'avvocato è incentrato proprio sul content marketing e sulla promozione dell'attività.

Si tratta di un modo di lavorare e di concepire la professione che diventa versatile e innovativa rispetto agli anni passati.

La tattica del content marketing viene utilizzata quando si fa di internet un modo per trovare clienti e farsi conoscere. L'esigenza di creare valore al proprio nome viene posta in secondo piano rispetto all'obiettivo di trovare nuovi clienti.

Il contenuto tattico è più semplice, poco prolisso, fornisce le informazioni necessarie per catturare l'attenzione del lettore. Il blog non viene aggiornato di frequente ma i post vengono pubblicati di tanto in tanto, giusto quando l'avvocato ha il tempo necessario per scriverli.

La tattica, quindi, richiede meno impegno della strategia e uno studio diverso per quanto riguarda la struttura del post. L'articolo non è scritto esclusivamente in chiave SEO, ma viene redatto come se fosse una breve esposizione di un semplice argomento. Il lavoro dietro la redazione del testo è semplice e non segue le regole dell'indicizzazione e del posizionamento.

Un articolo scritto per una strategia di content marketing ha una struttura apparentemente semplice, ma che cela un duro lavoro ed uno studio approfondito.

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Categoria

Marketing avvocato

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