Smart Toys: più controllo per la privacy dei più piccoli


Giocattoli capaci di interagire con gli esseri umani e con l’ambiente circostante e di connettersi alla rete. Strumenti capaci di raccogliere, elaborare e comunicare dati e informazioni, con possibili rischi per la privacy

Tempo di lettura: 7 minuti



Lo scorso 30 gennaio, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, il Garante per la privacy è intervenuto al fine di dare alcuni consigli affinché i genitori, nell’acquisto dei giocattoli di nuova generazione, siano attenti a garantire la riservatezza dei loro figli.

Bambole che piangono e si mettono a dormire quando scatta il buio, peluche che interagiscono, mini eroi in grado di rispondere alle domande, piccoli robot che registrano suoni, scattano foto, girano video o si collegano al web e ai social network.

Smart toys: cosa sono?

Smart toys: cosa sono?

Si tratta dei smart toys, ovvero giocattoli capaci di interagire con gli esseri umani e con l’ambiente circostante e di connettersi alla rete per navigare online e comunicare con smartphone, tablet, pc o con altri smart toys.

Questi, pur essendo giochi divertenti e spesso dotati anche di funzioni educative, sono comunque strumenti capaci di raccogliere, elaborare e comunicare dati e informazioni, con possibili rischi per la privacy, soprattutto quella dei più piccoli

Per questo il Garante ha deciso di lanciare un nuovo vademecum: poche, semplici regole da seguire per far divertire i bambini evitando di mettere in pericolo la loro riservatezza.

Si tratta di una scheda parte di un’ampia serie di prodotti di divulgazione ideati dall’Autorità per sensibilizzare gli utenti e inaugura un nuovo settore dedicato all’Internet delle cose (Internet of Things, o IoT), cioè quella rete di apparecchiature e dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet.

Vediamo le indicazioni fornite in merito nel vademecum.

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Smart toys: privacy

Se per attivare uno smart toy è necessario registrarsi fornendo dati personali, oppure vengono richieste alcune informazioni quali il nome del bambino, la sua età, ecc., è opportuno stare molto attenti e leggere accuratamente l’informativa sul trattamento dei dati personali, che deve essere sempre disponibile nella confezione del giocattolo e pubblicata sul sito dell’azienda produttrice.

Inoltre, dovrebbero essere specificate e quindi valutate con attenzione, quali e quante informazioni saranno acquisite direttamente dal giocattolo (ad esempio, tramite fotocamera o microfono) e come potrebbero eventualmente essere utilizzate.

Nel caso in cui per il funzionamento del giocattolo o per l’attivazione di alcune sue funzioni, sia necessaria una connessione ad Internet dello smart toy o della app che lo gestisce, sarà sufficiente fornire solo le informazioni specificamente necessarie per la registrazione.

Sarebbe, poi, più opportuno utilizzare pseudonimi per gli account, bloccare l'accesso, richiesto da alcune app, all’utilizzo della memoria, del microfono, del Wi-Fi o della connessione Bluetooth dello smartphone o del tablet e disattivare la funzione di geolocalizzazione, limitando così, la possibilità di raccolta e memorizzazione di dati da parte del giocattolo.

In ogni caso, è importante informarsi sempre su chi e come potrebbe utilizzare i dati raccolti.

Bisogna anche fare attenzione “a ciò che viene detto al giocattolo”: molti di questi sono predisposti per interagire con chi lo utilizza, potendo spesso imparare e ripetere le parole che gli vengono dette. Anche in questo caso è opportuno evitare l’utilizzo di parole o frasi sconvenienti.

È bene tenere presente, inoltre, che questi giocattoli intelligenti, così come gli altri dispositivi che fanno parte dell’Internet of Things, non sono solo in connessione soltanto con la rete, ma sono anche collegati tra di loro; ciò comporta una maggiore diffusione delle informazioni personali in essi registrate.

Giocattoli intelligenti connessi 

Giocattoli intelligenti connessi

Proprio per questa connessione ad Internet, ma anche per l’interazione con altri giocattoli o dispositivi elettronici, facilmente i dati in essi raccolti, potrebbero essere captati ed utilizzati da soggetti estranei e spesso malintenzionati.

Per questo, una buona abitudine, che dovrebbe essere una regola da utilizzare per tutti i dispositivi elettronici, è quella di impostare password di accesso complesse, abbastanza lunghe e utilizzando lettere e segni, che rendono più sicura la connessione e di conseguenza, più difficile l’accesso al giocattolo o alla app che lo gestisce, da terzi soggetti.

Se il sistema operativo del giocattolo o della app di gestione prevedono delle impostazioni privacy, è opportuno controllarle e regolarle su livelli ottimali di protezione.

Nel caso in cui il software del dispositivo o della app di gestione sia dotato di sistemi di protezione antivirus, è importante attivarli e verificarne costantemente gli aggiornamenti.

Altra buona regola per limitare il flusso di dati inseriti nello smart toy (che dovrebbe anche essere una buona abitudine per il risparmio energetico), è quella di spegnere il giocattolo e disconnetterlo dalla rete, quando non viene utilizzato, perché ad esempio, se capace di registrare e raccogliere le voci, potrebbe divulgare gusti e abitudini dell’intera famiglia.

In molti casi, anche i giocattoli sono social: l’app di gestione dello smart toy potrebbe consentire di condividere online foto e video.

Oltre ad evitare che questa funzione venga utilizzata autonomamente dai più piccoli, sarebbe bene che anche i genitori evitassero il dilagare di immagini e video dei propri figli, soprattutto quando questi rischiano di navigare in rete senza alcun controllo.

Se è presente la funzione nell’app di gestione, si dovrebbero anche impostare password e limitazioni d’uso, per evitare che i minori la possano utilizzare quando non c'è nessun adulto in loro compagnia.

Infine, se il giocattolo viene venduto, regalato o gettato nei rifiuti, è bene disattivare gli eventuali account personali creati per connetterlo online e provvedere alla cancellazione di tutti i dati eventualmente registrati al suo interno o sulla app di gestione.

Per una maggiore sicurezza, dato che i dati inseriti potrebbero comunque essere stati trasmessi e conservati nei database dell’azienda produttrice, sarebbe opportuno chiederne la cancellazione.

Matteo Migliore - Fondatore di LEGALDESK

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Privacy

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