La fase di controllo, la strategia come ciclo virtuoso


La pianificazione strategica in uno studio legale serve ad affrontare con metodo analitico, strutturato e pro-attivo le sfide che quotidianamente arrivano dalla concorrenza

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Per far funzionare oggi uno studio legale si deve pensare ad un'organizzazione molto attenta che non può più basarsi su quelle che erano le categorie del passato o il modo di gestire uno studio qualche decennio fa perché oggi tutto è cambiato.

La strategia deve essere considerata come un ciclo virtuoso e in essa la fase di controllo assume un ruolo particolarmente rilevante. 

Pianificazione strategica: fase analitica

Pianificazione strategica: fase analitica

Se lavori nel mondo delle professioni legali sai che oggi è completamente cambiato rispetto al passato. Concorrono a ciò due fattori da non trascurare, da un lato l'elevata concorrenza, infatti gli studi legali sono sempre più numerosi soprattutto nel Sud Italia.

In media ci sono 4 avvocati ogni 1000 abitanti, ma nel Meridione si arriva a 7 avvocati. Dall'altro lato c'è l'evoluzione tecnologica che anche in questo settore è diventata preponderante costringendo gli avvocati ad adeguarsi, anche quelli che per età e per modo di lavorare ormai acquisito proprio non pensavano di dover lavorare da computer.

Questi due fattori obbligano, in un certo senso, ad elaborare una strategia di marketing per portare avanti lo studio. 

La pianificazione strategica in uno studio legale serve ad affrontare con metodo analitico, strutturato e pro-attivo le sfide che quotidianamente arrivano dalla concorrenza, proprio per questo la strategia può essere considerata un ciclo virtuoso.

Le fasi per realizzare una strategia vincente sono cinque. La prima fase è quella analitica, consiste in un'analisi della situazione corrente dello studio legale. Questa non deve tenere in considerazione solo le entrate, ma anche delineare la clientela realizzando una sorta di profilazione.

I guadagni, ad esempio, possono essere distinti tra quelli che arrivano da consulenze e quelli che arrivano dalla risoluzione dei casi e si può cercare di capire i margini di implementazione di uno o entrambi i settori. Si possono dividere i clienti in base al ramo del diritto applicato, ad esempio diritto civile, del lavoro, amministrativo, tributario.

L'analisi può andare ancor più nello specifico tenendo in considerazione, ad esempio, la quota di ricavi che deriva dalle liti condominiali, quelle inerenti la successione e i vari rami in cui il diritto privato si dirama.

La fase analitica può comprendere anche un'analisi del contesto in cui si opera e quindi il tipo di problematiche che si palesano più frequentemente in una zona, oppure i rami del diritto "scoperti" cioè in cui in zona non vi sono professionisti specializzati o gli stessi sono in numero esiguo.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che possono essere tenuti in considerazione, ma sono la base per elaborare una strategia perché aiutano a identificare il proprio studio legale e capirne punti forti e deboli.

Solo dopo aver analizzato la situazione di partenza nel dettaglio è possibile passare alla seconda fase che consiste nello stabilire degli obiettivi per il futuro, ad esempio riuscire a fidelizzare i clienti con un piano di comunicazione efficiente, trovare nuovi clienti, ampliare il ramo dei servizi messi a disposizione, migliorare la formazione in alcune materie.

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Pianificazione strategica: strategia come ciclo virtuoso

Come raggiungere gli obiettivi? Questa è la fase più delicata perché prevede un piano di azioni positive per aumentare i propri ricavi.

Il piano di marketing deve avere un termine, cioè deve essere stabilito che entro un anno devono essere realizzati gli obiettivi posti. Deve inoltre essere realizzabile, quindi non utopistico, altrimenti diventa solo uno spreco di risorse e di tempo, infine, deve essere utile ad implementare le attività dello studio legale.

Una volta definito il piano, si deve passare all'azione con un vero e proprio piano operativo.

Il piano operativo può prevedere diverse attività. Ad esempio oggi la maggior parte degli studi legali per aumentare il proprio prestigio e farsi conoscere da una platea ampia che va oltre i ristretti confini territoriali, hanno un sito internet o un blog.

Il piano operativo potrebbe anche prevedere l'ingresso nello studio legale di una nuova figura professionale specializzata in un particolare ramo del diritto in modo da implementare la clientela.

Si può anche decidere che è arrivato il momento di assumere una segretaria che si occupi della parte burocratica del lavoro e che quindi lasci maggior tempo da dedicare alle attività legali.

L'ultima fase è quella di controllo, cioè la verifica sugli obiettivi che erano stati posti per incrementare l'attività dello studio legale. 

La fase di controllo della strategia come ciclo virtuoso

La fase di controllo della strategia come ciclo virtuoso

La fase di controllo è molto importante perché mira a capire se la strategia di marketing e il piano operativo connesso sono o meno efficaci.

Affinché la fase di controllo sia svolta correttamente è necessario avere come base la performance standard che era stata fissata nel piano strategico, la stessa deve essere confrontata con la performance effettiva e in questo modo determinare le differenze tra le due fasi.

La fase di controllo può essere di tue tipi controllo di risultato e controllo in azione. La prima tipologia di controllo avviene dopo il periodo prestabilito in cui gli obiettivi dovevano essere realizzati.

Il controllo in azione è invece un controllo eseguito man mano che il piano viene portato ad esecuzione. In questo secondo caso possono esservi correzioni in corso d'opera, ma il controllo in azione fa sorgere comunque delle difficoltà perché in alcuni casi i risultati non sono visibili subito, ma solo dopo un sufficiente lasso di tempo in cui il piano d'azione è comunque consolidato.

Ad esempio se oggi entra nello studio legale un nuovo collaboratore, il dato che puoi ricavarne tra un mese è poco attendibile perché ancora non è stata sufficientemente diffusa la notizia. Se anche vi sono dei clienti, ancora sono in fase iniziale le eventuali azioni giudiziarie, di conseguenza il controllo in azione può addirittura evidenziare perdite relative agli investimenti eseguiti in tale operazione.

Proprio per questo deve essere valutato l'effettivo apporto, non solo in termini meramente economici, ma anche di clientela interessata al servizio che tale figura ha dato. 

La fase di controllo prevede che se viene creato un sito devono essere valutate le visite, se sul sito vi sono inserzioni pubblicitarie, devono essere contabilizzate.

Inoltre sarebbe opportuno capire quante persone hanno chiesto consulenze in seguito alla pubblicità presente sul sito e sulle eventuali pagine social. Se i dati delle attività di controllo sono negativi o comunque inferiori alle attese, devono essere analizzati al fine di individuare gli errori commessi e quindi correggerli.

Ad esempio se il nuovo collaboratore ha avuto scarso successo si deve capire se questo è dovuto al fatto che non è stato sufficientemente reso noto che presso lo studio era presente un avvocato specializzato in una determinata materia, oppure se è dovuto ad uno scarso interesse nella zona per la tipologia problematica affrontata da questo professionista.

Se il sito internet ha avuto scarso successo si deve capire se vi sono problemi di indicizzazione, se è il caso di chiedere aiuto ad un professionista delle rete o se i contenuti sono poco interessanti o scritti con un linguaggio che non riesce a destare particolare interesse.

Solo dall'attività di controllo si può capire se è stato innescato con la strategia un ciclo virtuoso.

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Gli strumenti giusti per una corretta fase di controllo della strategia

Questi sono solo alcuni degli aspetti che possono essere tenuti in considerazione quando si vuol far crescere lo studio legale, dare una svolta alla carriera e creare un circolo virtuoso in grado di aumentare il prestigio dello studio.

Per realizzarli al meglio vi sono strumenti in grado di facilitare il lavoro, come il gestionale LegalDesk.

Il gestionale nasce per risolvere un problema pratico per gli avvocati, cioè l'introduzione del processo telematico.

Sia chiaro, non vuol dire che tutto può essere gestito tramite computer, ma che alcune attività sono state digitalizzate. Ciò rende più snello il lavoro dell'avvocato, ma anche dei tribunali.

Ovviamente per poter accedere al sistema è necessario avere a disposizione uno strumento riconosciuto e LegalDesk lo è.

Offre però anche qualcosa in più che aiuta nella gestione pratica dello studio. In particolare mette a disposizione l'agenda che invia una notifica per ricordare appuntamenti e scadenze. Inoltre prevede una rubrica in cui inserire tutti i dati dei clienti.

Si può però fare di più perché è possibile inserire una sintesi delle attività e di conseguenza elaborare delle vere e proprie statistiche attraverso le quali realizzare sia l'analisi dell'attività dello studio legale, prima fase del piano di marketing, sia la fase di controllo dei risultati raggiunti.

Se a questo si aggiunge che LegalDesk consente anche di realizzare preventivi per i clienti e di assolvere all'obbligo di fatturazione elettronica che entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 anche tra privati, ci si accorge che i vantaggi sono davvero tanti.

Non finiscono ancora qui perché attraverso il sistema Cloud con Drive e Dropbox è possibile controllare il gestionale dai dispositivi collegati, come smartphone, tablet e computer portatili diversi dal computer dell'ufficio.

Questo vuol dire che in ogni momento è possibile avere il proprio ufficio a portata di mano e controllare anche all'ultimo momento le attività. Questi sono solo alcuni dei vantaggi di utilizzare LegalDesk per l'elaborazione e l'esecuzione di una strategia in grado di innescare un ciclo virtuoso.

Per tutti vi è la possibilità di provare tutti i vantaggi con una prova gratuita per 30 giorni, basta semplicemente registrarsi sul sito per avere la versione di prova.

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Categoria

Marketing avvocato

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