Meditazione per abbattere lo stress dell'avvocato


Mai sentito parlare di meditazione e degli effetti positivi che essa avrebbe sulla salute? Ebbene, vediamo insieme come può esserti d'aiuto

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Se il dipendente di un'azienda lavora in media 8 ore al giorno (straordinari esclusi), un avvocato dedica alla libera professione circa 12 ore.

Senza contare il tempo riservato, ad esempio, alle attività trasversali, quali potrebbero essere lo studio di nuove leggi o di sentenze giurisprudenziali la cui analisi si riduce alle poche ore di libertà.

Nonostante molti credano che la professione legale sia fra le più appaganti (soprattutto in termini di denaro), gli avvocati non sono dello stesso parere, a maggior ragione chi ha famiglia.

A lungo andare lo stress viene accumulato ed incide negativamente sia sul lavoro che nei rapporti affettivi. Non basta quindi una vacanza o uno sport per azzerare le energie negative e la soluzione migliore dovrebbe ricercarsi nelle discipline orientali.

Mai sentito parlare di meditazione e degli effetti positivi che essa avrebbe sulla salute? Ebbene, vediamo insieme come può essere d'aiuto la meditazione per abbattere lo stress dell'avvocato.

Cause principali di stress per un avvocato

Cause principali di stress per un avvocato

Lungi dall'essere come quella dei film, la vita di un avvocato è un'avventura fra aule giudiziarie, trasferte, clienti ed ufficio.

Trattandosi di un lavoro versatile la giornata di un professionista legale si divide in due parti: al mattino ci sono le udienze in tribunale, il pomeriggio è riservato agli incontri con i clienti.

La pausa pranzo, seppur breve, viene spesso destinata ad un ripasso generale mentre il dopocena serve alla lettura delle nuove leggi entrate in vigore.

Lo stress di un avvocato è dovuto quindi a differenti fattori, talvolta riscontrabili nello stile di vita, talaltra nei rapporti con i terzi soggetti. Volendo sintetizzare, lo stress non è altro che l'accumulo di:

  • stati di ansia.
  • nervosismo.
  • stanchezza.
  • insoddisfazioni, a cui si aggiungono orari impossibili, trasferte, riunioni e scadenze di vario genere.

Per quanto riguarda l'ansia essa è dovuta alle lungaggini burocratiche, alle attese in tribunale, alle udienze che vengono rimandate di volta in volta...

Ti è mai capitato di recarti in un Tribunale distante da casa per presenziare ad una causa e di sentirti dire che la stessa è stata rinviata ad un'altra data?

Come ti sei sentito in questi casi, oltre che deluso e avvilito? E quante volte hai incontrato difficoltà agli uffici di cancelleria, a maggior ragione oggi che il processo civile è diventato telematico?

Far conciliare scadenze e incombenze non è facile, e l'ansia si accumula quando i termini perentori vanno a coincidere con date rimandate nel tempo.

Il nervosismo è un sintomo comune in molti avvocati perché avere a che fare con dei clienti significa possedere lucidità e moltissima diplomazia.

Il cliente che si rivolge ad un legale cerca sempre la vittoria: come spiegare loro che l'ordinamento giuridico mostra tante strade per ottenere buoni risultati?

La persona comune non conosce i meccanismi della giurisprudenza e si aspetta sempre il massimo dal proprio avvocato. E se il massimo non dovesse arrivare ne va della reputazione del professionista oltre al buon nome dello studio legale.

Del fattore stanchezza ne abbiamo parlato nell'introduzione. Le ore dedicate al lavoro sono più di dodici. Le giornate libere sono il sabato e la domenica, ma in questi frammenti di tempo libero bisogna conciliare gli affetti con una serie di doveri anche personali.

Come se non bastasse un avvocato assicura la reperibilità anche per cause oltre il proprio circondario, ragion per cui potrebbe capitare di viaggiare altrove soprattutto nei week end.

Se da giovani questo stile di vita potrebbe essere facilmente sostenuto, con il passare degli anni diventa pesante e le notti insonni, i chilometri macinati ed i fine settimana dedicati al lavoro si sentiranno a livello di benessere interiore.

Infine le insoddisfazioni. Un lavoro ben fatto, che sia esso l'assistenza in giudizio o la semplice consulenza legale, deve essere remunerato.

Si tratta di un diritto dell'avvocato e di un obbligo del cliente: la mancata remunerazione del servizio svolto configura reato di appropriazione indebita.

 Lo ha detto la Cassazione che di recente (sentenza n. 20117 del 8 Maggio 2018) ha affermato la rilevanza penale dell'inadempimento del cliente. Non essere pagati per il proprio lavoro è un ulteriore stress che va ad aggravare il benessere e lo stato psicologico del legale.

D'altronde nessuno lavora per la gloria, ragion per cui l'avvocato non è una missione di volontariato!

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Meditazione: di cosa stiamo parlando?

Più che di sport la meditazione è una pratica diffusa fin dai tempi antichi e presente come rituale in molte religioni del mondo.

Anche nel Cristianesimo si parla spesso di meditazione (a cui si aggiunge la contemplazione) ma nel linguaggio comune essa si riferisce ad uno status di quiete della mente e, contemporaneamente, del corpo.

Meditazione significa riflessione ed il suo obiettivo consiste nell'essere capaci di dominare la propria mente.

Mai capitato di ascoltare un brusio nella testa o di sentirsi confusi, disorientati, incapaci di trovare concentrazione anche nelle piccole cose?

La meditazione ha diversi significati, ciascuno dei quali riferenti ad una cultura popolare o ad un tipo di religione. In linea di massima esistono due tipi di meditazione:

1. la meditazione recettiva.

2. la meditazione riflessiva.

Delle due l'unica più semplice da praticare è sicuramente la meditazione riflessiva, poiché impone la concentrazione su di un oggetto, a prescindere dalla forma (potrebbe essere addirittura un'emozione) e dalla sua presenza in un luogo fisico (un sentimento non ha una propria fisionomia, se non lontanamente).

La facilità (apparente) della meditazione riflessiva è proprio la possibilità di focalizzare l'oggetto della concentrazione, poiché noi esseri umani utilizziamo con maggior propensione proprio la vista. E l'immaginazione non ci manca nemmeno, per questo motivo possiamo riuscire a meditare su di un oggetto pur non avendolo a portata di mano.

La più difficile è, invece, la meditazione recettiva poiché impone alla mente di liberarsi da ogni tipo di pensiero.

Un po' come quando si procede con le pulizie straordinarie, anche il cervello ha bisogno di essere spazzato da ogni cosa che lo affolla: ansie, ricordi negativi, stress, pensieri che ritornano con una certa frequenza...

Un lavoro di questo genere è difficile, perché tanti pensieri nascono e si riproducono nella mente senza neanche volerlo.

A volte alcuni appaiono così, all'improvviso (come un ricordo lontano o una recente esperienza), mentre altri riaffiorano nei momenti di maggiore sconforto.

Con la meditazione recettiva gli esercizi dovrebbero permettere ad una persona di raggiungere uno stato di consapevolezza tale da dominare la mente e da liberarla da ogni pensiero.

No, non è come avviene nella notte quando chiudiamo gli occhi per rilassarci. La meditazione recettiva richiede proprio la consapevolezza e la capacità di non pensare da persone vigili e sveglie.

Meditazione riflessiva e meditazione recettiva rappresentano la punta di un iceberg perché il loro raggiungimento può avvenire adoperando diverse pratiche e con numerosi esercizi.

Abbiamo detto che ogni cultura popolare ha la propria tecnica di meditazione e se ci si rivolge ai metodi dell'estremo oriente possiamo notare che esistono pratiche molteplici simili fra loro.

Si può scegliere l'una o l'altra a seconda delle proprie esigenze ed affiancare la meditazione ad un'attività sportiva aiuta a sciogliere le tensioni muscolari. I benefici potrebbero essere molti e gli effetti positivi si noterebbero fin da subito.

Unica particolarità. Fare meditazione non è un gioco da ragazzi e bisogna lasciarsi guidare da un esperto proprio come se fosse un maestro. Per cui lungi dalle pratiche fai da te. Si finirebbe col peggiorare la situazione!

Quali sono i benefici della meditazione?

Quali sono i benefici della meditazione?

Secondo alcuni si tratta di benefici accertati scientificamente, ma gli scettici ribadiscono di prendere con le pinze ogni tipo di risultato.

Sta di fatto che, al di là dei benefici sulla salute, la meditazione avrebbe effetti positivi soprattutto a livello psicologico. 

A giovarne sarebbe la memoria, il cervello, ma anche l'animo, la concentrazione e la memoria.

Se praticata quotidianamente per almeno 30 minuti, la meditazione aiuterebbe la concentrazione e la memoria, oltre che avere ripercussioni anche a livello emozionale.

Gli studi a riguardo provengono da atenei internazionali ma alla base dei risultati ci sarebbe la capacità di riflessione e di focalizzazione tipiche, ad esempio, della meditazione riflessiva.

Se quest'ultima impone di visualizzare un oggetto e di trarre una certa consapevolezza dalla stessa visione, è facile intuire come nel corso del tempo una persona abituata a meditare sarebbe più capace di concentrarsi sul lavoro.

Anche la memoria è un'attività correlata alla meditazione recettiva: liberare la mente ed utilizzare lo spazio per cose più importanti è un esercizio utile per ricordare diverse attività.

La meditazione avrebbe effetti positivi sul benessere fisico e psichico. Il perché è facile da intuire e strettamente legato agli esercizi messi in pratica per raggiungere la meditazione.

I 30 minuti dedicati agli stessi vengono sicuramente sottratti da altre attività, magari più stressanti e la liberazione della mente avrebbe lo stesso effetto di un bagno caldo fatto per rilassarsi.

La mente si distende e i muscoli sono riposati, mentre il tempo riservato agli esercizi (si va da un minimo di 30 ad un massimo di 45 minuti) favorisce il rilassamento del corpo.

Per quanto riguarda lo stress la meditazione riduce i livelli di ansia e di nervosismo per i motivi appena spiegati.

Il relax, la concentrazione, la focalizzazione, la liberazione della mente svuotano quelle sacche di stress presenti nel nostro cervello.

La meditazione richiede pazienza, quindi si impara a gestire meglio l'attesa e in contemporanea si elimina il nervosismo proprio grazie alla capacità di eliminare ogni tipo di pensiero. 

Infine pare che la meditazione aumenti la produttività, soprattutto sul lavoro. Imparare a concentrarsi ed a focalizzare pochi oggetti aiuta a migliorare la concentrazione sul lavoro ed il raggiungimento dei risultati prefissati.

Ciò in quanto si riesce a visualizzare la strategia migliore, quella in grado di centrare l'obiettivo ottimizzando le risorse ed eliminando le pratiche che potrebbero incidere sul budget ed aggravare il lavoro del professionista.

I benefici sarebbero numerosi, ma fin qui abbiamo elencato quelli che potrebbero servire ad un avvocato. Vediamo quindi come fare meditazione nella professione legale!

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Come fare meditazione: consigli utili per un avvocato

Le pratiche di meditazione richiedono dai 30 ai 45 minuti che devono essere ritagliati all'interno della giornata. Inoltre per essere efficace la meditazione deve essere eseguita per più giorni di seguito, giorno dopo giorno, evitando di saltare l'appuntamento anche solo nel week end.

Infine la riflessione deve avvenire in un momento della giornata in cui non ci sono appuntamenti da presenziare e adempienze a cui dare seguito: per questo è preferibile farla subito dopo il lavoro.

Innanzitutto è bene evitare che le pratiche di meditazione siano eseguite poco prima di andare a letto.Trattandosi di esercizi di rilassamento l'effetto che si ottiene è l'induzione al sonno, quindi la deconcentrazione da quello che è l'obiettivo principale della meditazione stessa.

Meglio ritagliarsi mezz'ora subito dopo la cena o non appena si è finito di lavorare. La serata proseguirà tranquilla e non si andrà a dormire con pensieri inutili che porterebbero all'insonnia.

Su internet esistono tanti siti all'interno del quale vengono spiegati gli esercizi di meditazione passo dopo passo. 

La meditazione è una pratica principalmente culturale, accompagnata da esercizi di yoga e di rilassamento dei muscoli. Accingersi a praticare la meditazione senza avere una breve infarinatura di quella che è la riflessione vanificherebbe l'intero lavoro e avrebbe esiti negativi sullo stress muscolare.

Buona norma sarebbe quella di iscriversi ad un corso o di acquistare un buon libro che avvii la persona alle pratiche di meditazione.

Scegliere il luogo dove fare meditazione sembra semplice e molti prediligono la propria camera da letto o una stanza adibita a zona relax. Per la riflessione si chiede spesso un ambiente privo di distrazioni che potrebbero deconcentrare la persona.

Una volta scelto lo spazio esso deve essere libero da oggetti ed elementi che richiamerebbero a qualche tipo di pensiero ma che contemporaneamente favorisca la concentrazione nel breve termine.

Per questo le palestre ove si pratica la meditazione sono adeguatamente attrezzate per gli esercizi.

Anche un ambiente domestico potrebbe essere adibito alla riflessione, ma state attenti agli oggetti che vi circondano.

La solitudine ed il silenzio sono due fattori fondamentali per la meditazione. I rumori di casa (il vicino che urla, la sveglia che ticchetta, il frigorifero con un motore assordante) non aiutano a rilassare e potrebbero riportare l'attenzione su qualcosa non utile durante la riflessione.

I tappi per le orecchie sarebbero una soluzione casalinga, ma a dire il vero esistono suoni (scaricabili da internet) che aiutano la pratica della meditazione. Provare per credere!

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Categoria

Crescita personale

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