La nuova era dell'Internet of Things (IoT) per gli avvocati


Il mondo di internet rappresenta il principale settore economico emergente e tale veloce sviluppo rende cruciale una specializzazione degli avvocati nel settore delle nuove tecnologie e in quello dell'IoT

Il termine Internet of Things (IoT), Internet delle cose, è l’espressione utilizzata per definire la rete delle apparecchiature e dei dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet: possono essere sensori per il fitness, automobili, radio, impianti di climatizzazione, ma anche elettrodomestici, lampadine, telecamere, pezzi d’arredamento, container per il trasporto delle merci. Insomma qualunque dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

L'Internet delle cose costituisce un’evoluzione dell'uso della Rete: gli oggetti (le cose) si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. In tal modo, tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

I dispositivi interessati non sono soltanto i tradizionali computer o smartphone, ma anche quelli integrati in oggetti di uso quotidiano. Per ‘cosa’ o ‘oggetto’, infatti, si può intendere categorie quali: dispositivi, apparecchiature, impianti e sistemi, materiali e prodotti tangibili, opere e beni, macchine e attrezzature.

La connessione tra tali strumenti, ha l'obiettivo di semplificare la vita, automatizzando un'infinita serie di processi.

A oggi, secondo Gartner, gli oggetti connessi sono circa 5 miliardi e diventeranno 25 miliardi entro il 2020.

Internet of Things in Italia

Internet of Things

Tutto ciò ha, e avrà ancor di più col tempo, degli effetti positivi sul vivere umano, sia a livello privato, che nelle relazioni con i consociati, soprattutto negli ambienti di lavoro. Ma tanti sono gli ambiti in cui queste nuove tecnologie apporteranno delle migliorie.

Secondo Will Frank, infatti, fondatore di Ubiquisys (una delle prime aziende ad entrare nel business dell’IoT oggi di proprietà di Cisco), gli oggetti connessi permetteranno di ottimizzare in tempo reale processi produttivi e attività economiche riducendo in maniera sensibile l’inquinamento e il consumo di risorse.

Tuttavia, non si può tralasciare di valutare anche i rischi connessi all’ Internet of Things.

In effetti, come ben sappiamo, il progressivo sviluppo delle comunicazioni elettroniche ha determinato la crescita esponenziale di nuovi servizi e tecnologie. Se ciò, da un lato, ha comportato indiscutibili vantaggi in termini di semplificazione e rapidità nel reperimento e nello scambio di informazioni fra utenti della rete Internet; dall’altro, ha provocato un enorme incremento del numero e delle tipologie di dati personali trasmessi e scambiati, nonché dei pericoli connessi al loro illecito utilizzo da parte di terzi non autorizzati.

Il principale problema legato all'Internet of Things, soprattutto per i comuni utenti, riguarda due aspetti fondamentali: la tutela della privacy e la sicurezza nel corretto utilizzo dei dati.

Vivere in un mondo di sensori, misuratori e oggetti di uso quotidiano in grado di raccogliere e scambiare informazioni su come vengono utilizzati, sulle nostre abitudini e, in generale, su tutto ciò che riguarda il nostro vivere quotidiano, ci espone al rischio di perdere il controllo di ciò che comunichiamo sulla Rete.

I problemi insomma ci sono. Ciò che manca, invece, è un quadro normativo che stabilisca con chiarezza la titolarità delle informazioni raccolte dalle "things" e trasmesse sulla "Internet" e i diritti e i doveri di tutte le parte coinvolte.

La stessa Autorità Garante per la tutela dei dati personali, ha più volte segnalato la necessità di individuare con maggiore attenzione e proporzionalità la tipologia dei dati da inserire nei documenti elettronici, i soggetti che possono eventualmente accedere alle varie categorie di dati e le garanzie per gli interessati.

L’obiettivo delle nuove tecnologie è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma nel rispetto della sicurezza e della privacy. Qualsiasi problematica inerente i rapporti tra nuove tecnologie e privacy va sempre risolta inquadrandola nell’ambito di una considerazione globale dei benefici socio-economici che scaturiscono dall’innovazione tecnologica

Si rende necessario, pertanto, realizzare un giusto ed equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione di principi importanti, quali la libertà di manifestazione e circolazione del pensiero e la tutela di interessi giuridicamente rilevanti, come la riservatezza, che assumono anch’essi un rango di carattere costituzionale e potrebbero essere lesi da un esercizio sconsiderato della libertà in questione.

I contenuti creati dagli utenti e resi pubblici attraverso il mezzo telematico, costituiscono un potenziale veicolo di violazioni degli interessi di terzi e in questo senso una minaccia per diritti quali l’immagine, l’onore e la reputazione, nonché la riservatezza.

È naturale, quindi, che in questo quadro evolutivo, l’Autorità di fronte allo sviluppo dell’IoT ha deciso di assumere un atteggiamento rigoroso, avviando una pubblica consultazione al fine di acquisire osservazioni e proposte riguardo agli aspetti di protezione dei dati personali connessi alle nuove tecnologie, classificabili come Internet of Things.

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Il ruolo dell’avvocato nell'Internet of Things

Ruolo dell'avvocato nell'IoT

Particolare attenzione deve essere riservata ai rischi relativi alla qualità dei dati che potrebbero derivare dal loro grado di affidabilità, specie considerati gli usi in campo medico-sanitario, nonché ai rischi che vengano realizzati, quali un invasivo monitoraggio dei comportamenti degli utenti, anche a loro insaputa, ovvero un condizionamento degli individui tale da limitarne anche significativamente la libertà e la capacità di autodeterminazione.

Ed è necessario che particolare attenzione venga posta soprattutto da alcune categorie di professionisti, quali gli avvocati.

Con l’introduzione delle nuove tecnologie e sempre più nel corso degli ultimi anni, il modo di fare gli avvocati è decisamente cambiato ed è necessario, anche per questa categoria di professionisti, adeguarsi ai cambiamenti.

In passato la consulenza era giuridicamente raffinata e complessa ma poco pratica, mentre oggi la praticità vince su tutto. E con la supremazia del web, il mondo di internet rappresenta il principale settore economico emergente.

È evidente che tale veloce sviluppo rende cruciale una specializzazione degli avvocati nel settore delle nuove tecnologie e in quello dell'IoT.

I dispositivi, come detto, raccolgono moltissime informazioni relative alla vita privata delle persone che li utilizzano, che, talvolta, toccano anche dati sensibili, come quelli legati alla salute.

Se i risvolti positivi dell'evoluzione tecnologica in atto e dell'Internet of Things sono evidenti, non bisogna tuttavia dimenticare che i rischi che essi comportano non sono di meno conto.

Si pensi al trattamento dei dati raccolti all'insaputa del titolare, per finalità non autorizzate, o all'estrazione e all'utilizzo di informazioni significative sugli individui connessi.

L'importanza della materia è evidenziata anche dalla grande attenzione a ciò rivolta dalla comunità sociale e dai soggetti predisposti all’introduzione di regole che tendono a garantire una tutela della privacy, che si stanno adoperando per regolare la materia adeguatamente, tutelando gli utenti e prevenendo abusi, da un lato, ed evitando di ostacolare troppo lo sviluppo del mercato, dall'altro.

Per ora gli avvocati non devono solo mettersi al passo con i tempi e studiare bene la disciplina (specie europea) della privacy. Tramite essa, che non è affatto semplice ma di certo molto precisa, si sarà in grado di gestire il fenomeno nel migliore dei modi e si potrà arrivare preparati al futuro.

Matteo Migliore - Fondatore di LEGALDESK

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