Giudici robot: esistono già?


Sei pronto per un Tribunale dove le sentenze verranno decise da computer e non più da giudici in carne e ossa? Sei davvero convinto che questo scenario sia pura fantascienza e non conoscerai mai questa realtà?

Tempo di lettura: 15 minuti



L'evoluzione della robotica e uno dei temi che pone le maggiori sfide alla nostra società.

Le implicazioni di natura economica e sociale sono notevoli conosiderato che i campi dove l'interazione fra tecnologia ed evoluzione dell'intelligenza artificiale, sono davvero numerosi e sempre di maggior impatto. 

Dalla fabbrica, luogo da cui è partita l'automatizzazione affidata a macchine dotate di autonoma capacità cognitiva, all' assistenza personale fino alla chirurgia di precisione, i software in grado di imparare autonomamente si stanno diffondendo cambiando per sempre e in maniera radicale il nostro modo di vivere e di rapportarsi alla tecnica.

Tutto questo è stato possibile grazie ad un'evoluzione che negli ultimi anni ha conosciuto un'accelerazione inaspettata e portentosa.

Un processo innovativo capace di cambiare per sempre il rapporto uomo macchina e mutare radicalmente ampi settori della vita di ognuno compreso il diritto.

I robot sono già entrati negli studi legali

I robot sono già entrati negli studi legali

Il tema della tecnologia applicata al dritto è ormai argomento di frequente dibattito ma forse non compreso in tutta la sua portata rivoluzionaria.

La penetrazione di intelligenza artificiale e l'automatizzazione applicata alle materie giuridiche, sono aspetti entrati a pieno titolo nella quotidianità. Ciò nonostante, e a torto, si continua a credere che l'impatto resti limitato ad ambiti facilmente prevedibili.

La realtà - e sottolineiamo la realtà - è ben diversa. L'intelligenza artificiale è già ampiamente protagonista di diversi ambiti dove tradizionalmente sarebbe inimmaginabile sostituire l'uomo con macchine artificiali.
Da tempo ormai numerosi studi legali possono utilizzare software capaci di analizzare mole di informazioni sollevando sè stessi e i loro collaboratori da intense e dispendiose attività di ricerca.

Questo salto di qualità tecnologica, consente a migliaia di professionisti di potersi concentrare proficuamente su altri aspetti comunque determinanti e dove l'intervento diretto della persona è ancora decisivo.

I giudici robot esistono davvero

Mentre la cinematografia di genere continua a propinarci giudici con un martelletto in mano intrnti a gestire infuocate udienze in tribunale, la realtà in alcuni tribunali nord americani è ben diversa.

NeglI Stati Uniti, infatti, da tempo ormai ci sono tribunali dove le sentenze vengono affidate a software che attraverso degli algoritmi elaborano decisioni.

Si tratta di programmi che, sulla base degli elementi che di volta in volta vengono forniti e che sono utilizzati come premessa logica della sentenza, sono in grado di emettere un provvedimento.

Va detto che per il sistema giuridico tipico di quel Paese, basato sulla prevalenza della giurisprudenza sul diritto positivo, questa innovazione è relativamente più facile da attuare.

Ma siamo davvero sicuri che questa tecnologia non possa essere esportata ad altri Paesi compreso il nostro?

LEGGI ANCHE: Intelligenza Artificiale: le novità nel 2018

La macchina è infallibile? 

Il primo dubbio che può ovviamente sorgere è se i computer possano garantire provvedimenti equi non essendo dotati di quella capacità adattiva propria dei loro 'colleghi 'togati' e basandosi esclusivamente su alcuni fattori predeterminati. 

La verità è che, come insegna la storia giudiziaria di ogni Paese, nemmeno i tribunali sono esenti da errori, a volte anche molto grandi e gli Usa non fanno eccezione, anzi.

Proprio dallo studio dei primi casi in cui si è affidata a dei robot la decisione su determinate sentenze si sono potuti rilevare, da un lato il potenziale vantaggio che potrebbe derivare dall'utilizzo di questi robot e dall'altro, i limiti che ancora ci sono e che al momento paiono insuperabili.

Non è quindi una questione di infallibilità ma semmai di capirne le possibili conseguenze.

D'altro canto basti pensare che in Gran Bretagna alcuni studenti hanno elaborato un giudice virtuale a cui hanno sottoposto lo studio di una certa casistica giursprudenziale. Ebbene quel giudice virtuale, nel 60% dei casi, ha deciso in maniera identica a quanto fatto da giudici umani.

È possibile la convivenza fra segreto industriale e diritto alla difesa?

Uno degli aspetti che garantisce agli avvocati di poter fare bene il loro mestiere è quello di conoscere il processo logico che conduce il giudice ad emettere una sentenza.

Poter capire quale legge ha applicato, come l'ha interpretata, quali fatti sono stati riconosciuti come rilevanti, è imprescindibile per poter adottare linee difensive che si rivelino efficaci. 

Il problema riscontrato con i giudici robot è che i software e gli algoritmi che guidano le macchine sono il più delle volte, per ragioni legate alla protezione delle conoscenza industriali delle aziende produttrici, segreti.

Ciò di fatto ha impedito in casi concreti di capire cosa abbia condotto ad una condanna non consentendo di fatto di adottare contromisure adeguate e di esercitare quindi adeguatamente il diritto difensivo

Giudice robot: quali sono le opportunità?

Giudice robot: quali sono le opportunità?

Fatta però la tara alle crticità che inevitabilmente ci sono soprattutto nelle fasi iniziali di una sperimentazione, è giusto andare oltre ed interrogarsi se questa possa essere la strada del futuro. 

Come tutti i cambiamenti anche quello tecnologico porta con sé potenziali benefici e possibili rischi.

Va detto, per onestà intellettuale, che quando si paventa la sostituzione delll'uomo con delle macchine la prima reazione d'istinto è sempre determinata da un certo timore. Ma sarebbe sbagliato ridurre un tema così complesso esclusivamente a questo.

Quali possono essere i benefici, per chi opera nel campo del diritto, derivanti dalla presenza di giudici robot?

Non sarebbe male partire dall'analizzare cosa non va oggi nella giustizia e provare a capire se i robot potranno dare una mano.

Tra i limiti attuali si possono sicuramente individuare:

  • tempi troppo lunghi.
  • intasamento dei tribunali.
  • incertezza della pena finale.
  • scarsità di personale.


Non c'è dubbio infatti che a guardare la realtà non tutto sia esattamente perfetto. Anzi. Tribunali invasi da cause soprattutto in ambito civile, dove anche le questioni più semplici si perdono fra ritardi considerati fisiologici ma che in realtà alimentano un ritardo complessivo del sistema economico.

Incertezza di poter raggiungere efficacemente il risultato che con il ricorso alla giustizia ci si è prefissati di ottenere.

Costi enormi che ricadono sulla collettività che è costretta a pagare il doppio prezzo di una giustizia non sempre efficiente e degli oneri che ne derivano.

LEGGI ANCHE: Intelligenza artificiale e cyber security alla luce del GDPR

I robot potranno risolvere la situazione?

Non c'è dubbio che il maggior successo attribuito ai robot e in generale all'intelligenza artificiale è quello di aver semplificato enormemente molti processi che in precedenza erano affidati esclusivamente all'uomo.

Non solo in ambito manuale ma soprattutto di elaborazione dei dati. Proprio in questo settore la tecnologia dispiegherà i suoi effetti più dirompenti.

Se questo infatti verrà esteso su larga scala nei tribunali, le conseguenze potrebbero essere per certi aspetti considerevoli.

Se davvero infatti venisse delegata ad un software la fase di elaborazione di una sentenza quanto tempo si potrebbe risparmiare?

Se si liberassero le cancellerie dei tribunali da tonnellate di faldoni e fascicoli, quanto più efficace potrebbe essere il lavoro nell'ambito della giustizia?

Quali risparmi potrebbero realizzarsi se al posto di anni basterebbe attendere pochi giorni per avere una decisione?

Realtà o fantascienza? 

Per rendersi conto dell'impatto che potenzialmente potrebbe avere una simile rivoluzione, basta fare un po' di esempi che sono di fatto già applicabili.

Quanto tempo ci vuole per leggere gli atti di un processo fra memorie, allegati, testimonianze, bilanci, documenti contabili e tutto quello che oggi costituisce un fascicolo processuale?

Quanti giorni, mesi, anni occorrono per studiare e analizzare il contenuto di migliaia di documenti?

Tanti. In moltissimi casi troppi.

Il primo dato reale è che le macchine hanno raggiunto attualmente un livello di evoluzione tale, da poter riconoscere ed analizzare quantità di dati enormi che l'uomo non sarebbe materialmente in grado nemmeno di leggere nella frazione di tempo impiegata dai robot.

Non va dimenticato come molti studi legali, già oggi, possano avvantaggiarsi di software capaci in pochi minuti di applicare al caso concreto interi volumi di dottrina e giurisprudenza.

Questo cambio di passo consente di arrivare a quelle conclusioni che per essere raggiunti impegnavano prima ore e giornate del proprio tempo.

Sono software che basandosi su database sempre più vasti di dati, sentenze e pareri dottrinari, esaminano il caso concreto offrendo la soluzione statisticamente più coretta ed efficace. 

LEGGI ANCHE: L'avvocato robot? Sarà possibile!

Giudice robot: tutto così semplice?

Giudice robot: tutto così semplice?

Di fronte a scenari che per certi aspetti promettono notevoli cambiamenti positivi, il vero dubbio che sorge è se la realtà, ed in particolare il diritto, possano essere ridotte a simili semplificazioni.

La vera sfida è, per chi opera nel diritto, capire se la complessità che fin dal'inizio della storia dell'uomo ha caratterizzato il rapporto fra cittadino e giustizia possa essere ridotto ad un algoritmo.

La verità è che se ci sono degli ambiti dove la tecnologia, volenti o nolenti, costituirà un supporto prezioso oltre che imprescindibile, ci saranno altri aspetti che non potranno essere sotituiti dai robot.

  • Empatia
  • Sensibilità
  • Capacità di lettura critica


Sono solo alcuni dei numerosi aspetti che caratterizzano l'attività dell'operatore giuridico.

Sono fattori qualificanti e insostituibili sotto diversi aspetti. Intanto per l'applicazione del diritto stesso che non è una scienza esatta ma è un insieme di regole, conoscenze e capacità interpretativa applicata alla quotidianità.

E nessuna macchina potrà mai conoscere a sufficenza da poter sostituire l'intuito e la capacità di lettura del contesto complessivo che caratterizza l'attività di un giudice.

Ancor di più in ambito penale dove in gioco c'è la libertà personale degli individui.

E gli avvocati che fine faranno?

È chiaro per quanto detto fin qui, che gli scenari evolveranno in fretta e chi svolge una professione in questo campo dovrà essere capace di leggere e saper cogliere le opportunita che ne deriveranno.

Al contempo però dovranno essere capaci di restare competitivi in un momento altamente sfidante.

Se è vero, come è vero, che le macchine potranno costituire nel tempo un supporto sempre maggiore e la tecnologia applicata al diritto un'opportunità sotto un profilo professionale ed economico, è altrettanto vero che questo dipenderà molto dalla tua capacità.

Nessun cliente probabilmente rinuncerà mai a potersi fidare di un legale in persona. Nessuna persona delegherà ad una macchina o ad un software il destino della propria azienda anziché quello della propria libertà personale. Ma fare in modo che sia tu quell'avvocato, che sia il tuo studio ad essere scelto, dipenderà dalla capacità di essere percepiti come i migliori ad affrontare il cambiamento.

Quindi nessuna paura del cambiamento ma solo tanta bravura nel saperne prendere le innumerevoli opportunità che ne possono derivare.

Clicca su Mi piace!


Categoria

Intelligenza artificiale


Scopri nel video come gestire al meglio il tuo studio legale

La registrazione è stata effettuata, a breve verrà verificata dallo staff.

Riceverai l'email di accesso da cui potrai scaricare LEGALDESK.

Ora verrai rediretto alla home page.