Esame di Stato per avvocati, ha senso renderlo obbligatorio?


L'esame di stato è, in un certo senso, già obbligatorio. É infatti il passo conclusivo del lungo percorso che consente di diventare avvocati ed ha subito notevoli mutamenti

Tempo di lettura: 10 minuti



Per chi studia e lavora nell'ambito della giurisprudenza il mese di dicembre è noto anche come il fatidico momento dell'esame di stato per avvocati. Una tappa temuta, soprattutto negli ultimi anni e che può rappresentare un serio ostacolo alla libera professione, ma ha senso renderlo obbligatorio

Che tu sia un avvocato o un aspirante tale ti sarai senza dubbio posto questa domanda. Per dare una risposta è però importante capire cos'è l'esame di stato, quando e come viene sostenuto e se davvero può considerarsi il segno dell'abilità del professionista o è solo un passaggio formale che rappresenta una tortura per quanti ambiscono all'esercizio della pratica forense.

É possibile esercitare la professione di avvocato senza aver superato l'esame di stato?

Possibile esercitare la professione di avvocato senza aver superato l'esame di stato?

L'esame di stato è, in un certo senso, già obbligatorio. É infatti il passo conclusivo del lungo percorso che consente di diventare avvocati. Tale iter, che ha subito notevoli mutamenti per le riforme che hanno interessato sia l'università che la pratica della professione, può essere estremamente sintetizzato in tre passi fondamentali:

  • la laurea in giurisprudenza.
  • il praticantato.
  • l'esame di stato.

La laurea può essere intesa come conseguita a valle di un Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza oppure ad un corso di Laurea Triennale in Scienze Giuridiche seguito dal biennio di specializzazione.

Per quanto riguarda il praticantato è necessario fare riferimento al Decreto n. 70 del Ministero della Giustizia, del 19 maggio 2016, in vigore da giugno 2016, che ha apportato modifiche notevoli alle modalità di svolgimento della pratica rendendola più breve e aprendo l'esecizio della stessa ad attività che non siano esclusivamente interne ad uno studio professionale già avviato.

Attualmente il tirocinio:

  • ha una durata di 18 mesi.
  • deve essere svolto in maniera ininterrotta, salvo i casi specificati dal decreto, tra cui la maternità, la paternità e il sopraggiungere di problemi di salute.
  • può iniziare nel semestre che precede il conseguimento della laurea.
  • per un tempo massimo di 12 mesi può essere svolto in maniera alternativa alla tradizionale frequenza di uno studio legale.
  • può essere svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato.
  • deve essere svolto nell'assoluto rispetto dell'etica professionale.

Il superamento dell'esame di stato, da sostenersi dopo il periodo di praticantato, è la tappa conclusiva per essere avvocati. In realtà, già prima del superamento è possibile praticare la professione, ma si è soggetti a limitazioni molto stringenti.

Si possono infatti affrontare solo contenziosi di modesta entità economica e cause che non richiedano l'abilitazione.

Questo vuol dire che l'esame, pur non essendo un obbligo di legge, è necessario per quanti vogliono esercitare la professione senza essere soggetti a limitazioni stringenti.

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Ma in cosa consiste l'esame di stato?

L'esame di stato prevede prove scritte e orali.
Le prove scritte sono 3:

  • la redazione di un parere in materia di diritto civile.
  • la redazione di un parere in materia di diritto penale.
  • la redazione di un atto giudiziario.

Le 3 prove scritte vengono svolte in 3 giorni consecutivi.
Chi le supererà, raggiungendo un punteggio sufficiente, avrà accesso al colloquio orale.

Nella prova orale vengono discusse le prove scritte svolte e il candidato deve dimostrare le sue competenze in ambito giurisprudenziale. In particolare è chiamato a discutere su 5 materie tra diritto civile e penale, diritto processuale, civile e penale, diritto commerciale, amministrativo, tributario, diritto del lavoro, diritto comunitario ed ecclesiastico e diritto privato internazionale.

Le 5 materie sono a scelta del candidato che dovrà, in ogni caso, dimostrare approfondite conoscenze in merito alla deontologia professionale e all'ordinamento forense.

Perché l'esame di stato per avvocati è tanto temuto e suscita notevoli polemiche?

Esame di stato e le polemiche

A questo punto è lecito chiedersi perché l'esame di stato è tanto discusso.
Innanzitutto bisogna dire che, già dal 2012, con la legge n° 247, è prevista una modifica allo svolgimento delle prove che complicherebbe notevolmente lo svolgimento delle prove scritte. 

Tali modifiche, nell'articolo 49 della stessa legge, sarebbero dovute entrare in vigore 5 anni dopo, ma per effetto di una proroga dovrebbero essere effettive solo per chi sosterrà le prove dal 2020. 
Ad ogni modo, le polemiche sono suscitate da diversi motivi e molti si spingono a dire che il superamento dell'esame è una vera e propria lotteria.

Dalla scelta delle sedi d'esame ai metodi di correzione, molti avvocati o aspiranti tali ritengono il sistema di somministrazione e valutazione delle prove del tutto inadeguato a premiare chi davvero, per competenza, merita di svolgere la professione forense.

Gli scritti coinvolgono infatti un numero molto ampio di candidati e questo pone una serie di problemi organizzativi anche in merito alla location in cui si svolgono. Come anticipato si tengono a dicembre, un mese che si caratterizza per la rigidità delle temperature e che vede spesso i futuri avvocati affrontare le verifiche alla loro preparazione in aule fredde e inadeguate.

Ma a generare la sensazione che l'esame sia una lotteria ci sono i numeri che restituiscono un quadro in cui studenti notoriamente meritevoli restano bloccati per anni e altri, dal curriculum meno ambizioso, farcela al primo colpo.

Dal 1996, per evitare parzialità nelle correzioni, si è stabilito che gli esami fossero svolti presso la Corte di Appello di una città e corretti presso quella di un'altra città. Ma questo non ha risolto la sensazione che le correzioni siano inadeguate. Alcuni sospettano addirittura che siano fatte a campione.

In questo scenario, è normale pensare che l'esame fallisca il suo scopo di consentire solo ai migliori di esercitare la professione e, per queste ragioni, è lecito ritenere che sia un errore renderlo obbligatorio, a meno di non rivederne i criteri con cui è svolto.

Un esame così ideato poteva infatti essere adatto nel momento in cui è stato concepito con l'obiettivo di effettuare una selezione tra un numero di candidati piuttosto ridotto mentre oggi sarebbe il caso di trovare una metodologia di valutazione più adatta ad esaminare migliaia di prove in tempi più celeri.

Bisogna infatti aggiungere che anche la tempistica per conoscere i risultati delle prove scritte è oggetto di polemiche. L'aspirante avvocato che ha partecipato all'esame dove attendere un tempo di almeno 6 mesi per sapere se ha superato le prove e intanto la sua carriera professionale resta bloccata.

Ma cosa accade a chi non supera l'esame?

Questo aspetto getta ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche. L'esame di stato rende il percorso che porta all'esercizio della professione simile al gioco dell'oca in cui può capitare di ritornare al via o quasi.

Non superare l'esame per 6 anni vuol dire infatti perdere il titolo di praticante e dover rifare la pratica di nuovo. 

Un arretramento professionale e personale davvero duro da accettare per chi viene a trovarsi in questa spiacevole situazione.

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Ma quali sono le competenze su cui misurare l'abilità di un avvocato dei nostri giorni?

Attualmente l'esercizio della professione pone ogni avvocato dinanzi a nuove sfide. Se hai già iniziato a lavorare nel settore ti sarai sicuramente reso conto che, se la giurisprudenza è da sempre in continua evoluzione e questo impone un aggiornamento costante, oggi occorre anche conoscere gli strumenti con cui gestire il lavoro e ultimo, ma assolutamente non ultimo, bisogna saper fronteggiare le sfide della concorrenza.

Avere competenze in materia di diritto è infatti poca cosa se non si riesce a lavorare al massimo dell'efficienza e a gestire l'insieme degli impegni in maniera ottimale. Per questo motivo è importante dotarsi di strumenti all'avanguardia in grado di offrire un valido supporto all'attività professionale.

Un software gestionale come LegalDesk diventa un valido alleato nell'affrontare le sfide quotidiane. Con un'unico applicativo è infatti possibile gestire l'intera attività professionale. Dalla tenuta dell'agenda, in cui sono annotati gli appuntamenti personali e le scadenze importanti, alla gestione dell'intera pratica che va dalla tenuta della documentazione alle gestione delle rendicontazione al cliente.

Legaldesk permette inoltre di accedere al portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia (Polisweb) e di predisporre gli atti del Processo Civile Telematico. E tutto questo, tramite la sincronizzazione, è possibile non solo dall'ufficio, ma da qualsiasi luogo in cui si è connessi.

Uno studio all'avanguardia oggi può gestire numerose cause in parallelo, contare su ausili all'attività che servono a semplificare ogni pratica, a ricordare scadenze e a riscuotere i pagamenti dovuti entro i termini stabiliti.
Una realtà mandata avanti in questo modo sarà altamente competitiva a prescindere dalla capacità dei suoi avvocati di superare un esame di stato alla vecchia maniera.

Per questi motivi, rendere obbligatorio l'esame di stato per avvocati appare del tutto inutile, almeno fin quando le prove resteranno quelle attuali. Nel mondo legale, così come in tutte le altre professioni, è sempre più importante avere competenze trasversali.

Un abile avvocato, oltre a conoscere bene la sua materia, è attualmente una persona in grado di utilizzare le nuove opportunità che il web rende disponibili ed è dotato di buone capacità comunicative che gli consentono sia di gestire possibili mediazioni tra i clienti sia di lavorare in un team di professionisti con competenze diversificate.

L'esame di stato, che attualmente occorre sostenere e le modifiche che saranno introdotte nei prossimi anni, non sono in grado di misurare questo tipo di preparazione e il rischio, per l'intero mondo forense, è quello di abilitare avvocati poco pronti alle vere sfide della vita professionale lasciando fuori i migliori.

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Categoria

Professione avvocato

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