Privacy: 140 cyber attacchi al giorno


Il discorso del Presidente Soro, fatto in apertura della presentazione della Relazione annuale al Parlamento, ha evidenziato un forte incremento degli attacchi informatici nell’ultimo periodo

Tempo di lettura: 3 minuti



Il discorso del Presidente Soro, fatto in apertura della presentazione della Relazione annuale al Parlamento, ha evidenziato un forte incremento degli attacchi informatici nell’ultimo periodo.

Nel solo mese di maggio gli attacchi informatici hanno toccato la soglia di 140 al giorno, e dal 25 maggio le comunicazioni di data breach al Garante sono aumentate di oltre il 500%, che hanno coinvolto, considerando anche quelli notificati a partire da marzo, oltre 330.000 persone.

L’incremento delle comunicazioni di data breach è sicuramente riconnesso all’avvio dell’applicazione del nuovo Regolamento europeo in materia di privacy (25 maggio scorso) e dell’obbligo in esso previsto di notifica al Garante delle violazioni dei dati personali ai sensi dell’art. 33 del GDPR.

Una disciplina definita da Soro “fortemente innovativa, la prima, anche sul piano internazionale, che tenta di inscrivere in un sistema di regole democratiche la rivoluzione digitale”.

Il Regolamento Ue ha, secondo Soro, colmato un vuoto “nel quale i grandi gestori delle piattaforme del web ha scritto le regole, promuovendo un processo inarrestabile di acquisizione e concentrazione”. Inoltre, è maturata la consapevolezza che “ non possono essere i protocolli informatici e le condizioni generali di controllo, unilateralmente stabilite dai big tech, il codice normativo del digitale su cui fondare diritti e doveri”.

LEGGI ANCHE: GDPR in sintesi

Protezione dati una priorità politiche pubbliche

Protezione dati una priorità politiche pubbliche

Visto il numero crescente di attacchi informatici ai danni dei sistemi di aziende, professionisti e pubbliche amministrazioni, per il Presidente Soro, “è indispensabile fare della protezione dei dati una priorità delle politiche pubbliche”. Il nuovo Regolamento europeo costituisce “una scelta densa di conseguenze politiche che proietta l’Unione su una linea di avanguardia rispetto al governo della società digitale”.

Soro ha anche richiamato il caso Cambridge Analytica, sottolineando come “la mancanza di un quadro regolatorio adeguato, anziché favorire il libero dispiegarsi delle dinamiche di mercato e, con esse, il benessere collettivo, espone a rischio la stessa sovranità, rendendo vulnerabili proprio gli Stati che non hanno disciplinato le condizioni per un corretto sviluppo dell’economia digitale”.

Non sono mancati, poi, riferimenti alla tutela dei minori e al cyberbullismo, all’oligopolio delle piattaforme web e al ruolo dei giornalisti in un mondo dove l’informazione deve essere “tanto libera e indipendente, quanto rispettosa della dignità della persona”.

Infine, anche un riferimento alla gestione delle grandi banche dati pubbliche: l’incidente di fine anno (2017), riguardante lo spesometro, dove sono custoditi i dati fiscali di milioni di contribuenti, è stata l’occasione per segnalare al Governo i rischi che corre la privacy se non adeguatamente tutelata.

Clicca su Mi piace!


Categoria

Privacy

ARTICOLI CONSIGLIATI


Scopri nel video come gestire al meglio il tuo studio legale

La registrazione è stata effettuata, a breve verrà verificata dallo staff.

Riceverai l'email di accesso da cui potrai scaricare LEGALDESK.

Ora verrai rediretto alla home page.