Cambridge Analytica: il Garante Privacy incontra Facebook


Il Garante per la protezione dei dati personali, il 24 aprile scorso, ha incontrato una delegazione di Facebook per chiedere chiarimenti sulle possibili violazioni commesse in Italia, rispetto al caso Cambridge Analytica

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Il Garante per la protezione dei dati personali, il 24 aprile scorso, ha incontrato una delegazione di Facebook per chiedere chiarimenti sulle possibili violazioni commesse in Italia, rispetto al caso Cambridge Analytica.

Come è ormai noto, lo scorso 18 marzo Guardian e New York Times hanno pubblicato una serie di articoli, portando alla luce alcune inchieste svolte per dimostrare l’uso scorretto dei dati prelevati da Facebook, da parte di un’azienda terza che si occupa di consulenza e marketing online: Cambridge Analytica che avrebbe utilizzato, sembrerebbe in maniera illecita, i dati di milioni di utenti, profilandone psicologia e comportamento in base alle attività da loro svolte su Facebook.

Nell’ambito dell’istruttoria aperta nelle settimane scorse sul caso Cambridge Analytica, il Garante per la privacy italiano ha ricevuto le prime informazioni da Facebook, ma ha voluto raccogliere ulteriori elementi per una piena valutazione del caso che ha visto coinvolti anche migliaia di cittadini italiani.

Cambridge Analytica Italia

Cambridge Analytica Italia

Dalle prime informazioni ricevute, sembrerebbe che siano 214.000 i dati degli italiani finiti illecitamente nei server di Cambridge Analytica.

Per questo il nostro Garante ha voluto vederci chiaro, approfondendo la questione direttamente con i responsabili del social network.

Così, il 24 aprile, ha ricevuto una delegazione di Facebook per approfondire l’istruttoria sul caso Cambridge Analytica: il Garante ha chiesto alla società americana di fornire tutta la documentazione necessaria a valutare la possibile violazione dei dati personali di decine di migliaia di utenti italiani già individuati e di altri ancora da identificare.

All’incontro con il Presidente Antonello Soro ha partecipato una delegazione di Facebook guidata dalla responsabile europea per la privacy Yvonne Cunnane (Director - Head of Data Protection).

I responsabili si sono mostrati pienamente collaborativi, rendendosi disponibili a fornire tutti i chiarimenti in merito alle numerose questioni sottoposte dall’Autorità italiana.

In particolare:

  • quali e quante società che effettuano marketing politico hanno avuto accesso ai dati degli utenti italiani;
  • informazioni in merito alle policy e alle tecnologie utilizzate, relative al riconoscimento facciale;
  • modalità per l’adeguamento del trattamento dei dati personali al GDPR (il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali);
  • modalità di profilazione degli utenti, con particolare riferimento ai dati sensibili;
  • il tipo di controlli effettuati sugli sviluppatori delle app collegate a Facebook.

Il Presidente dell'Autorità Antonello Soro dice che: “le media company, come Facebook, stanno cambiando la natura delle democrazie moderne: sono in grado di consigliarci sia il prodotto da comprare sia il partito da votare. È a rischio la libertà di scelta. Il potere dei dati è il potere assoluto nella nostra epoca”.

Operare in un ambito così delicato richiede molta consapevolezza: non si tratta solo di marketing o grandi affari economici, ma si parla di tutela dei dati personali, che troppo facilmente vengono divulgati dagli stessi interessati e da coloro che con tali dati lavorano.

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Cambridge Analytica: parola al presidente Soro

Ancora, nelle parole del Presidente dell’Autorità Antonello Soro, “le grandi società operanti su Internet, proprio in virtù del rilevante potere che esercitano e delle enormi quantità di dati personali che trattano, devono dimostrare di operare nel rispetto della legge e di meritare la fiducia dei loro utenti”.

Dopo questo incontro, e grazie all’atteggiamento propositivo dei responsabili di Facebook, “ci aspettiamo da Facebook piena collaborazione nel prosieguo di questa istruttoria e confidiamo”, ha aggiunto Soro, “che la multinazionale americana rafforzi le garanzie per la protezione dei dati dei cittadini italiani ed in generale europei, anche ai sensi del nuovo Regolamento privacy che sarà definitivamente applicabile a partire dal prossimo 25 maggio”.

Tuttavia, “nel caso in cui si riscontri una non adeguata tutela dei dati personali, potremo imporre ai giganti della rete precise misure prescrittive e irrogare pesanti sanzioni. La sanzione maggiore, però, è quella che rischiano di ricevere dai loro stessi utenti, che abbandonano le piattaforme a seguito della violazione del patto fiduciario che ad esse li lega, con conseguente perdita del valore di mercato delle aziende interessate”.

Matteo Migliore - Fondatore di LEGALDESK

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Privacy

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