Big data: cosa sono e come possono aiutare l'avvocato?


Attraverso l'analisi dei Big Data uno studio legale può selezionare i target di clientela proponendosi a chi ha determinate caratteristiche, pensando quindi ad una strategia mirata

Anche la professione di avvocato deve aggiornarsi alle nuove tecnologie, alle nuove tendenze informatiche e avere un approccio differente con il cliente rispetto a quello che aveva fino a qualche tempo addietro.

Oggi anche uno studio legale può diventare social e utilizzare le vie della rete internet per comunicare e per intavolare contatti e approcci con nuovi potenziali clienti.

Muta dunque il modo di interagire e di comunicare, o meglio, questi nuovi metodi rappresentano una nuova frontiera di lavoro per uno studio di avvocato. Il mondo accelera, il dinamismo che lo caratterizza coinvolge il pubblico e il professionista deve adattarsi ai nuovi trend. La comunicazione digitale riveste quindi fondamentale importanza anche per uno studio legale ed è un modo per accaparrarsi nuovi target di clientela, soprattutto tra i più giovani, pur mantenendo uno status professionale.

Big Data: cosa sono?

intelligenza artificale e studi legali

Da un punto di vista etimologico, il termine Big Data indica un insieme molto vasto e complesso di dati, strutturati e non strutturati da necessitare di molteplici strumenti lontani da quelli tradizionalmente utilizzati per il processo di raccolta, il quale avviene in maniera istantanea in tempo reale.

Lo scopo è ottenere una base su cui formulare delle analisi, per poter successivamente trarre delle informazioni utili in ambito lavorativo e per il proprio business.

La particolarità consiste nel fatto che la provenienza è eterogenea e di conseguenza le procedure di raccolta e analisi devono essere differenti per poter ottenere dei risultati in tempi molto brevi.

La raccolta dei dati avviene a 360 gradi, toccando aspetti fino a qualche tempo fa impensabili. Oggi anche una semplice email, un'immagine pubblicata su internet, un post su un social possono contribuire in maniera determinante alla costruzione di una grande banca dati.

Big Data é un termine che è possibile ritrovare nell’ambito del marketing e nell’e-commerce, poiché se ne sente parlare molto spesso, nonostante, probabilmente, questo fenomeno non sia ancora ben chiaro nella cultura di massa.

Per identificare questi strumenti si utilizzano le famose "3V": volume, velocità e varietà. Il primo termine indica la grande massa di dati, il secondo riporta al tempo ridotto di ottenimento dei risultati, mentre l'ultimo riconduce alla diversità delle fonti di provenienza.

A cosa servono i Big Data?

Gli ultimi sviluppi informatici permettono un'analisi dei dati sempre più precisa e puntuale, in modo che è possibile ottenere informazioni in grado di stimolare le aziende a formulare nuove proposte e nuove offerte, minimizzando i rischi, riducendo i costi e andando a comporre una strategia più aderente ai gusti del pubblico. Un'impresa può quindi colmare eventuali mancanze di informazione, completando e ottimizzando la gamma prodotti e le strategie in essere.

Grazie a loro, la tecnologia e il marketing arrivano ad un livello di complementarietà che aiuta a mantenere il giusto approccio con i clienti e incentivare politiche di fidelizzazione.

I Big Data aiutano inoltre a comprendere meglio i consumatori, le loro abitudini e i loro gusti, prendere decisioni di business più efficienti, individuare il futuro dei mercati e gli obiettivi di investimento, produrre migliori campagne di marketing e sviluppare una efficienza operativa.

Nonostante possano esserci innegabili vantaggi correlati all'impiego dei Big Data, vi sono ancora molti aspetti sui quali far luce: in molti casi vige uno scetticismo generale, in altri vi è un timore legato alla parte relativa alla privacy.

La nuova figura dell'avvocato

Se sei un avvocato di recente formazione potrai essere più improntato alla nuova figura che questo oggi riveste rispetto al mero esercizio della classica professione che si è protratto fino a pochissimi anni orsono.

Si parla spesso di avvocato 2.0, intendendo un nuovo modo di vedere tale figura professionistica nel modo di esercitare la propria professione e nel rapportarsi con il cliente.

In quest'ottica si può osservare come siano cambiati i luoghi di esercizio della professione forense, che si ampliano passando dallo studio al web.

Non è difficile imbattersi in portali internet in cui viene offerto un servizio di consulenza telematica. Ma internet serve anche per scambiarsi documentazione e opinioni, evitando così l'eventuale incontro, oppure svolgere meeting in video conferenza, anche con il proprio cliente.

Il web potrebbe essere per l'avvocato un boomerang: se fino a qualche anno fa l'opinione dell'avvocato era considerata quasi intoccabile, come fosse assoluta verità, oggi il cliente si mette davanti ad un computer e nel giro di pochi istanti riesce ad avere qualche informazione in merito alla sua vicenda, disporre di pareri di colleghi e farsi un'idea delle possibili soluzioni.

I Big Data in questo possono aiutare l'avvocato a fornire un servizio ancor più preciso e puntuale, se sapesse analizzare correttamente le informazioni relative al settore e al cliente stesso.

Come i Big Data possono influenzare la professione dell'avvocato?

Big Data influenzano la professione avvocato

In linea generale beneficiare della disponibilità dei Big Data può favorire tutti gli attori che agiscono nel settore di riferimento: aziende, professionisti, clienti e consumatori.

Proprio per la natura delle informazioni è possibile ottenere da questa immensa mole di dati degli indicatori preziosi anche per uno studio legale.

L'avvocato 2.0 deve saper utilizzare i canali tecnologici a disposizione per poter meglio predisporre la propria strategia difensiva, raccogliere informazioni sul proprio assistito e sulla controparte. I social rappresentano una fonte inesauribile per i Big Data: capire i movimenti di un soggetto, intrecciare le informazioni per comprendere le amicizie e gli interessi di una persona, possono essere operazioni che favoriscono ilo sviluppo di un rapporto collaborativo ed empatico tra avvocato e cliente.

Basti pensare ad un avvocato matrimonialista che cura pratiche di divorzio: spesso la rete ha permesso di reperire informazioni utili in fase di processo e diversi accusati si sono traditi attraverso i social network, immagini pubblicate, e-mail inviate.

Attraverso l'analisi dei Big Data uno studio legale può selezionare i target di clientela proponendosi a chi ha determinate caratteristiche, pensando quindi ad una strategia mirata per uno specifico cluster.

I Big Data rappresentano una nuova frontiera del marketing e anche un professionista forense può fare proprio di questa disciplina una prerogativa della sua attività, inserendola in un'ottica di cambiamento e di aggiornamento della visione della sua professione e del suo modo di operare.

Ovviamente è facile intuire come i Big Data meglio si sposano con una strategia aziendale e imprenditoriale, ma ciò non significa che, seppur in maniera piuttosto limitata, possono fornire beneficio anche agli avvocati. Essi non producono nulla, non devono diffondere alcun prodotto di massa, non devono fare offerte speciali o promozioni commerciali. Essi devono semplicemente svolgere un servizio mirato alle esigenze del cliente e farsi conoscere e con i Big Data essi possono trovare terreno più fertile.

Se da qualcuno sono visti come un vero e proprio incubo, per altri i Big Data rappresentano una grande opportunità, anche per gli avvocati.

Matteo Migliore - Fondatore di LEGALDESK

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